LO SCENARIO

Banda ultralarga driver di crescita: i vantaggi settore per settore

Ricavi in forte rialzo per oltre la metà delle aziende dei comparti alimentare, hospitality, Rsa, raccolta e smaltimento rifiuti, servizi di vigilanza e investigazione, secondo una ricerca Eolo-Community. Pelizzaro: “Differenziale positivo di oltre 30 punti rispetto ai competitor non connessi”

Pubblicato il 19 Apr 2024

andrea-pelizzaro-eolo

Nel nostro Paese è sempre attuale il dibattito sulla banda ultralarga, volto a trovare soluzioni su scala nazionale per portare la connettività ultra-veloce in tutto il territorio. Solo in questo modo, infatti, è possibile scongiurare lo scollamento delle aree del Paese non connesse da chi, invece, può già oggi trarre benefici dalla banda ultralarga. Ad oggi, una parte rilevante del tessuto economico e sociale nazionale trova ancora numerosi ostacoli per restare connessa al resto del Paese: questo tessuto comprende cittadini, amministrazioni locali, professionisti ma anche, molto spesso, una vasta platea di imprese appartenenti a diversi settori.

La ricerca commissionata da Eolo

Per questo Eolo, prima B Corp del settore telecomunicazioni in Italia e azienda che ha fatto del contrasto al digital divide e al digital speed divide la propria missione, ha commissionato una ricerca a Community Research&Analysis incentrata proprio sul legame tra imprese e banda ultralarga, condotta sotto la direzione scientifica del prof. Marini dell’Università di Padova.

Lo studio ha riguardato centinaia di imprese appartenenti a cinque diversi settori: alimentare, hospitality, RSA, raccolta e smaltimento rifiuti, servizi di vigilanza e investigazione. Il lavoro si è sviluppato in due direzioni distinte, da un lato mettendo in luce i principali risultati economici delle aziende connesse in diversi settori, confrontandoli con quelli dei competitor ancora senza accesso alla banda ultralarga; dall’altro, la ricerca ha indagato gli aspetti quotidiani rilevanti del lavoro in ogni settore, evidenziando l’impatto della connettività ultra-veloce su ognuno di questi.

“Abbiamo ricevuto riscontri attesi sui financials di molti settori connessi: ad esempio, quasi la metà delle aziende alimentari con accesso alla banda ultralarga ha visto il fatturato crescere nel 2023, mentre solo un quarto di quelle non connesse vive la stessa situazione. Questi risultati sono ancora più chiari in altri settori: nel comparto dello smaltimento rifiuti, più del 40% delle aziende connesse ha incrementato il proprio fatturato, con un differenziale positivo di oltre 30 punti rispetto ai competitor non connessi. Osserviamo inoltre come molto spesso le aziende connesse siano quelle che assumono e investono di più rispetto ai concorrenti senza accesso alla banda ultralarga – commenta Andrea Pelizzaro, Chief Sales Officer di Eolo – Al di là di questi indicatori, dati estremamente rilevanti provengono dalle principali attività dei business in cui le aziende sono impegnate, mostrando vantaggi importanti nell’attività quotidiana svolta delle imprese connesse”.

Banda ultralarga, come impatta sulla crescita dei diversi settori

Dallo studio emerge infatti che più dei tre quarti delle aziende connesse del settore alimentare considerano la banda ultralarga molto importante o fondamentale per i controlli dei processi di produzione, i monitoraggi dei parametri critici e la gestione efficiente della catena di fornitura. Guardando ad altri settori, nel campo dell’hospitality 9 aziende connesse su 10 ritengono che la connettività ultraveloce sia cruciale ai fini di una maggiore soddisfazione dei clienti, mentre oltre i due terzi la vedono fondamentale per l’afflusso della clientela business o la fidelizzazione dei clienti. Ancora, oltre i due terzi delle RSA connesse la annoverano tra i principali drivers per una maggiore soddisfazione di ospiti e parenti. Infine, più di sei aziende connesse su dieci del settore rifiuti trovano la connettività ultra-veloce fondamentale per la riduzione degli sprechi, l’efficienza energetica e il controllo dei flussi di rifiuti.

I risultati mostrano un netto disallineamento tra aziende connesse e non: ad esempio, per molti dei risultati sopra elencati si osservano divari negativi tra i 20 e i 30 punti percentuali per le aziende non connesse. Sono molte di meno, quindi, le imprese senza accesso alla banda ultralarga a percepire la connettività come un fattore rilevante per la propria attività.

“In generale osserviamo un importante divario tra le considerazioni di chi dispone della banda ultralarga e chi, invece, non ne ha ancora accesso – spiega Pelizzaro – In tutti i settori le aziende non connesse tendono a sottostimare l’impatto della connettività ultra-veloce sul proprio business. Una volta connesse, le imprese oggetto di studio osservano quindi la realtà portata dalla banda ultralarga superare le aspettative, innescando una reazione che possiamo riassumere in questo modo: ‘Se la provi, non torni più indietro’”.

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