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IL PIANO

Banda ultralarga, Giacomelli: “L’Italia ha colmato il ritardo, ora avanti tutta su 5G”

Il sottosegretario alle Comuncazioni: “Il piano del governo ha costretto chi immaginava di poter lucrare per sempre su una rendita di posizione a misurarsi con le esigenze del paese e quindi a cambiare passo”

08 Feb 2018

L’Italia ha recuperato il ritardo sulla banda ultralarga. Lo ricorda il sottosegretario alle Comunicazioni, Antonello Giacomelli, che in un post pubblicato su Facebook spiega come il Paese è avanzato in questi anni.
“Leggendo i (primi ?) cambiamenti che si annunciano a proposito della rete Telecom, mi tornano in mente tutti gli attacchi, le polemiche, le ironie, gli ostacoli, il contenzioso che hanno accompagnato il Piano Nazionale Banda Ultralarga sia quando, il 3 marzo 2015, il governo Renzi l’ha approvato sia nel corso della sua combattuta attuazione – scrive Giacomelli – È con quella scelta, e con risorse pubbliche che nessun governo ha mai messo, che l’Italia ha cominciato a recuperare il ritardo imbarazzante che aveva accumulato. Costringendo chi immaginava di poter lucrare per sempre su una rendita di posizione a misurarsi con le esigenze prioritarie del paese e quindi a cambiare passo”. Per Giacomelli tre rimangono i punti di riferimento. Prima cosa la rete come servizio universale. “L’adeguato accesso a internet con una rete a prova di futuro è un diritto di ogni cittadino e di ogni impresa – dice il sottosegretario – È il vero moderno servizio universale. Lo abbiamo proposto durante il semestre di presidenza europea e continueremo a batterci per questo”.

La rete pubblica, poi. “La rete deve essere a controllo pubblico per assicurare a tutti parità effettiva di accesso ed a tutte le aree del paese lo stesso diritto allo sviluppo – sottolinea nel post – Positiva ogni sinergia con operatori privati ma il controllo pubblico di una infrastruttura strategica è una condizione imprescindibile”.

E infine, ma cruciale, il 5G. “Dobbiamo mantenere il vantaggio che con la sperimentazione abbiamo acquisito sugli altri paesi europei, investire nel rapporto tra università ed imprese per la creazione dei servizi e lavorare per la realizzazione di una unica rete 5G a controllo pubblico – conclude Giacomelli – La combinazione tra Impresa 4.0 e 5G è la chiave di una nuova fase di sviluppo”.

@RIPRODUZIONE RISERVATA
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