TMT PREDICTIONS

Banda ultralarga: il mix 5G-satelliti alla sfida 2023

I trend delineati da Deloitte: oltre 5mila satelliti nell’orbita Leo e le reti standalone di quinta generazione mobile rappresenteranno una svolta per le applicazioni enterprise e per rimpolpare i business delle telco grazie al network slicing

Pubblicato il 01 Dic 2022

Patrizia Licata

giornalista

Deloitte trend 5G

Evoluzione del 5G e satelliti sempre più numerosi per l’accesso alla banda ultralarga: sono questi i trend che caratterizzeranno lo scenario Telecoms il prossimo anno secondo il report di Deloitte “Tmt Predictions 2023”, lo studio periodico che presenta le principali tendenze di mercato nei settori tecnologia, telecomunicazioni e media.

Satelliti Leo per la banda larga: cieli affollati

Entro la fine del 2023 ci saranno più di 5mila satelliti a banda larga nell’orbita terrestre bassa (satelliti Leo). Inoltre, se tutte le organizzazioni che stanno pianificando di creare una costellazione di satelliti Leo porteranno a termine i propri piani, entro il 2030 potrebbero essere operativi tra i 7 e i 10 network, per un totale di 40-50 mila satelliti in grado di servire più di 10 milioni di utenti.

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Da un lato banda larga satellitare è una soluzione efficace per portare connettività in aree remote e affiancare le altre tecnologie per evitare la congestione delle reti, dall’altro il rischio è di affollare i cieli e creare una quantità enorme di rifiuti spaziali o “space junk”.

Inoltre, le aziende devono tenere presente i rischi legati al “traffico” che si sta generando in orbita, puntando su la Space situational awareness (Ssa) e sullo Space traffic Management (Stm): l’alto numero di satelliti richiede un adeguato coordinamento tra gli operatori.

Per gli utenti finali, invece, ci sono molti vantaggi: più opzioni per la connettività, prezzi sempre più accessibili e, probabilmente, più applicazioni disponibili.

In questo ambito i principali player che si contendono il mercato sono SpaceX con il servizio Starlink, Amazon con il progetto Kuiper e OneWeb.

5G Standalone, svolta nella connettività enterprise

Il 5G è pronto a diventare realtà: entro la fine del 2023 il numero di Mobile network operator (Mno) che investono in reti 5G standalone (SA) raddoppierà rispetto al 2022, passando dagli attuali 100 operatori ad almeno 200. Gli sforzi di questi operatori aiuteranno finalmente a “liberare” i benefici del 5G, rendendo possibili casi d’uso in grado di aumentare la produttività, l’efficienza operativa, l’ottimizzazione dei costi e delle opportunità di ricavi sia per gli stessi Mno sia per i loro clienti enterprise.

Le principali applicazioni segnalate da Deloitte sono la Massive internet of things (Miot), over un’altissima densità di oggetti connessi, e le comunicazioni a bassissima latenza e altissima affidabilità (Urllc). Le reti 5G standalone sono anche più facili e meno costose da implementare,flessibili e scalabili e capaci di adattarsi alla domanda. Permetteranno alle telco di creare servizi remunerativi grazie alla tecnologia dello slicing di rete.

Lo smartphone 5G a 99 dollari

Nel 2023 saranno disponibili sul mercato smartphone 5G con un prezzo inferiore a 100 dollari: questo significa portare la connettività di ultima generazione, e i servizi avanzati che offre, a una moltitudine di persone. Già oggi esistono modelli di smartphone in questa fascia di prezzo: nel 2022 ne sono stati venduti 84 milioni, per lo più sui mercati asiatici (il 48% del totale) e in Cina (8%), America Latina (11%) e Africa (8%).

Nel 2023 arriveranno i telefoni abilitati al 5G: avranno ovviamente schermo, fotocamera, batteria e tutte le altre componenti in versione low-cost, ma permetteranno a un maggior numero di persone di accedere a applicazioni, contenuti e pubblicità.

Investimenti in calo

Il live sport come prossimo terreno di battaglia per le piattaforme streaming, il social commerce per lo shopping online, il probabile ingresso della realtà virtuale nel mercato mainstream e l’impegno per il clima delle aziende hitech sono gli altri macro-trend segnalati da Deloitte per le Tmt nel 2023.

“Il settore Tmt continua a muoversi e a cambiare velocemente e nel 2023 prevediamo l’ulteriore avanzamento e implementazione di tecnologie come il 5G, l’intelligenza artificiale o la realtà virtuale, che permetteranno ad aziende e consumatori di fare di più con meno”, afferma Francesca Tagliapietra, Partner e Technology, Media & Telecommunications Leader di Deloitte Italia. “I più recenti sviluppi della tecnologia, insieme alle nuove abitudini dei consumatori, continueranno a mettere alla prova le aziende che operano in questi ambiti”.

A causa della situazione macroeconomica, dei cambiamenti nel modo di fare business e di un mercato delle Ipotesi debole, il trend dei disinvestimenti nel settore Tmt aveva subito un’inversione di tendenza nel 2022, dopo aver raggiunto valori record nel 2021: nella prima metà del 2022, il valore totale degli accordi di disinvestimento era calato del 64% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il trend dei disinvestimenti, però, potrebbe ora a risalire ad un livello quasi record. Deloitte prevede infatti che nel 2023 il valore totale dei disinvestimenti nel Tmt potrebbe crescere del 25%-50% anno su anno, in un range tra i 250 e i 300 miliardi di dollari.

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