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CHE BROADBAND FA

Banda ultralarga sotto l’Albero. Ma non per tutti

Fine anno all’insegna del lancio dei servizi ultrabroadband, ma il “premium price” potrà variare in funzione delle prestazioni destinate ai diversi segmenti di clientela

17 Dic 2012

Cristoforo Morandini, Associated Partner Between

Natale 2012 sarà ricordato per il lancio dei servizi a banda ultralarga in Italia. Un natale ricco di novità, visto che per la prima volta viene presentato contemporaneamente un breakthrough sia nelle reti fisse sia mobili. Per il momento rimangono due traiettorie volutamente distinte e complementari, che condividono una rete di backhaul e trasporto ad altissima capacità, ma anche il modello di business sottostante. I nuovi servizi appaiono prevalentemente in continuità con il passato e promettono innanzitutto maggiore velocità, ma anche prestazioni che abilitano una customer experience multimediale più ricca, con garanzie di qualità per il gaming online, i video ad alta definizione e così via.

Qual è però il valore associato a tutto questo? Rispetto a qualche anno fa le aspettative si sono ridimensionate di molto e il premium price direttamente associato alla banda ultralarga sarà dell’ordine di 5-10 euro, ma potrà variare in funzione delle prestazioni destinate ai diversi segmenti di clientela. Inoltre, a differenza di altri paesi, in Italia l’Iptv non farà parte dei pacchetti ultrabroadband, anche se vedremo comparire nuovi servizi di video on demand e web Tv. Ulteriori fonti di remunerazione proverranno dalla vendita di nuovi contenuti, per i quali però le marginalità possono essere significativamente diverse e quindi l’apporto al finanziamento dei nuovi investimenti sarà molto eterogeneo. Le reti di nuova generazione sono qui, ma non saranno per tutti.