L'INTERROGAZIONE

Banda ultralarga, in fumo i fondi Ue e danno erariale?

Il deputato leghista Capitanio mette in guardia contro il mancato sfruttamento delle risorse comunitarie da parte delle Regioni a causa dei ritardi nella posa della fibra. E chiede il commissariamento del Piano Bul. Ma la sottosegretaria Liuzzi sgombera il campo: “Al momento nessun rischio”. La deputata del Pd Bruno Bossio accende i riflettori sui voucher, ma per “sbloccare” le risorse serve l’ok della Ue

29 Gen 2020

Mila Fiordalisi

Direttore

“I ritardi accumulati fino ad oggi non sono in alcun modo giustificabili ed il rischio di perdere i finanziamenti europei si profila come una concreta ipotesi di danno erariale”: questo il j’accuse del deputato leghista Massimiliano Capitanio. Nell’interrogazione odierna al Miseinterrogazione preannunciata qualche giorno faCapitanio ha acceso i riflettori sul tema delle risorse comunitarie disponibili per le amministrazioni locali – le Regioni – per la realizzazione delle reti di nuova generazione. Risorse che potrebbero andare in fumo poiché non utilizzate per tempo nell’ambito della programmazione europea a causa – ha evidenziato Capitanio – dei ritardi nell’attuazione del piano Bul.

Non risultano, poi, essere stati chiariti e palesati i termini dei contratti di concessione per la realizzazione di una rete a banda ultralarga nelle aree a fallimento di mercato sottoscritti tra Infratel ed Open Fiber – ha aggiunto Capitanio -. Da quanto appreso, successivamente alle riunioni del Cobul (19 dicembre 2019 e 23 gennaio 2020), la concedente Infratel non avrebbe opposto alcuna doglianza all’operato di Open Fiber”. Le accuse sono pesanti e Capitanio punta il dito anche contro la scarsa attenzione nei confronti di tecnologie – a partire dal fixed wireless access – che potrebbero andare a colmare il gap esistente contribuendo quindi ad accelerare la copertura del territorio. “Come evidenziato dai dati dell’ultimo Osservatorio sulle comunicazioni dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, cresce in Italia la diffusione del Fixed Wireless Access. L’Fwa non può più essere considerata una mera tecnologia ‘ancillare’ rispetto all’Ftth, da utilizzare per raggiungere le case sparse nelle aree bianche, tanto più che vanno considerate le difficoltà di posa della fibra Ftth e i ritardi nell’attuazione del piano nazionale banda ultralarga”, ha detto Capitanio il quale ha anche avanzato una serie di proposte, “iniziative di competenza, anche normative, per nominare i presidenti delle regioni commissari per la connettività o investendo anche sulla tecnologia Fwa per ridurre i tempi di copertura delle aree a fallimento di mercato”.

Immediata la risposta del ministero in particolare sulla questione dei fondi: “Allo stato non si prevedono rischi di perdita di fondi Ue” per il progetto Piano banda ultralarga, ha detto la sottosegretaria allo Sviluppo economico Mirella Liuzzi intervenuta anche sul tema voucher in risposta all’interrogazione della deputata del Pd Enza Bruno Bossio, la quale ha chiesto “quali iniziative siano state intraprese al fine di dare attuazione alle misure incentivanti (voucher) per i cittadini, per le piccole e medie imprese, per gli istituti scolastici pubblici statali e per i centri per l’impiego attualmente privi di collegamento a banda ultralarga, in coerenza con le risoluzioni parlamentari approvate”.

“Al fine di adottare il prima possibile i voucher per la banda ultralarga, nell’ultima riunione del Cobul – il 23 gennaio scorso – è stato dato mandato al Mise di avviare le interlocuzioni con la Commissione Ue“, ha risposto la sottosegretaria Liuzzi. “L’autorizzazione della Commissione europea – ha spiegato Liuzzi – è necessaria per il via libera del decreto attuativo dei voucher per l’acquisto di servizi a banda ultralarga”.

Nonostante i chiarimenti della sottosegretaria Liuzzi, Capitanio in serata in una nota ha messo nero su bianco i numeri del Piano Bul: “Con 100 comuni collaudati su 6263 l’Italia è in piena preistoria digitale con drammatiche conseguenze per l’economia e il progresso. Oggi la fibra in casa (ftth) è un miraggio: 22% delle abitazioni connesse in Lombardia, 24% in Veneto, 10% in Valle d’Aosta, 10% in Liguria, 19% in Trentino Alto Adige, 34% in Friuli Venezia Giulia, 0% in Calabria, Puglia e Sardegna”, si legge nella nota.

“Le risposte del ministro Patuanelli ieri al Senato e del sottosegretario Liuzzi oggi in Commissione non sono quelle attese dai cittadini, dai sindaci, dalle imprese. Visto che il piano non sarà completato prima del 2023, il Governo PD-M5S pensa di far viaggiare il Paese a 6 mega per altri 4 anni? Vogliamo conoscere il contenuto esatto delle convenzioni tra Infratel e Open Fiber, chiediamo che il Piano Bul venga commissariato con il coinvolgimento diretto delle Regioni e che nel frattempo si dia maggior spazio alla tecnologia fwa per non lasciare nel totale abbandono le aree a fallimento di mercato. Fa male il ministro Patuanelli a parlare di moral suasion: dal partito delle revoche delle concessioni ci aspettiamo più fermezza e non carezze”.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Articolo 1 di 2