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PIANO 2016-2020

Banda ultralarga, accordo sulle aree bianche del bolognese

Approvata la convenzione fra Città metropolitana, Lepida e Infratel. Utilizzo sinergico delle infrastrutture e impiego di tecniche innovative taglia-costi al centro dell’intesa. Obiettivo la posa di 900 km di rete, copertura per 145mila utenti

23 Mar 2017

Banda ultralarga nelle aree bianche dell’area bolognese, trovato accordo. È stata approvata nel pomeriggio di ieri dal Consiglio la Convenzione tra Città metropolitana, Lepida e Infratel per favorire la realizzazione della rete a banda ultra larga nelle aree del territorio metropolitano che non rientrano nei piani triennali di investimento degli operatori privati (le cosiddette “aree bianche”), attraverso l’utilizzo sinergico delle infrastrutture e l’impiego di tecniche innovative che riducano tempi e costi di intervento, garantendo nel contempo un basso impatto ambientale.

L’accordo rappresenta uno degli strumenti per l’attuazione del “Piano operativo 2016/2020 per la banda ultra larga sul territorio bolognese” che grazie a fondi regionali, europei e del governo porterà alla copertura totale del territorio: verranno stesi 900 chilometri di rete e raggiunte 145mila persone, corrispondenti a circa il 15% della popolazione della città metropolitana, che altrimenti sarebbero rimaste escluse perchè le loro zone non erano previste dai piani degli operatori privati.

La Convenzione, valida fino al 31 dicembre 2041, disciplina tempi, tipologia e modalità di esecuzione delle opere per la realizzazione e la manutenzione delle infrastrutture di rete per telecomunicazioni.

In aula è stato accolto un emendamento proposto dal consigliere Alessandro Santoni di Rete Civica, con l’obiettivo di limitare quanto possibile ritardi nel rilascio dei permessi necessari alla realizzazione dei lavori. Nel testo approvato è stato quindi introdotto il principio del silenzio assenso trascorsi 30 giorni dalla richiesta dei permessi.

La Convenzione è stata approvata con 15 voti a favore (Pd, Rete Civica e Movimento 5 Stelle) e 2 astenuti (Uniti per l’Alternativa).

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