L'ANALISI

Banda ultralarga, boom dei cavi sottomarini. Non solo telco, Google e Facebook big player

In forte aumento gli investimenti e i progetti per la realizzazione delle infrastrutture in fibra transoceaniche per sostenere il crescente traffico dati. Secondo un’indagine di SubCableWorld grazie al multiplexing la capacità totale è arrivata a oltre 100 Tbps e si prevede di superare a breve i 200 Tbps

22 Feb 2022

Patrizia Licata

giornalista

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Il 2021 ha segnato per l’industria dei cavi sottomarini l’ottavo anno di crescita consecutiva, confermando le aspirazioni dei player delle reti ottiche oceaniche a diventare parte essenziale dell’infrastruttura internet globale. La grande novità del settore è il ruolo delle aziende over-the-top (Ott): la rete globale di cavi sottomarini in fibra ottica viene letteralmente ricostruita da nuovi attori che utilizzano nuovi metodi e tecnologie. Emerge dall’analisi svolta da SubCableWorld.

I fornitori di contenuti over-the-top, come Google e Facebook, stanno, in pratica, sovrapponendo una nuova rete transoceanica alla rete globale esistente per portare internet in tutto il mondo. Non sempre da soli: negli ultimi anni telco e Ott hanno siglato collaborazioni per il trasporto di traffico dati transoceanico.

Più capacità per una rete Internet veramente globale

La rete di cavi sottomarini ha aumentate capacità grazie alla tecnologia Sdm (Spatial division multiplexing). Con l’Sdm è possibile aumentare il numero di fibre, per ora da 12 paia a 24 paia, ma con previsione di andare presto oltre. Grazie al multiplexing, la capacità totale su questi cavi è passata da qualche decina di Terabit al secondo (Tbps) a oltre 100 Tbps e l’industria prevede di superare a breve 200 Tbps.

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Inoltre, mentre in passato il termine “rete globale” si riferiva più alle connessioni tra grandi città e regioni altamente popolate o industrializzate, la rete globale in banda ultralarga che poggia anche sui cavi sottomarini può raggiungere qualunque angolo della Terra.

Di recente, infatti, i cavi sottomarini sono stati dispiegati per connettere il bacino del Rio delle Amazzoni, l’isola di Sant’Elena (considerata una delle isole abitate più remote del pianeta), la punta del Sud America e numerose piccole isole del Pacifico e Oceano Indiano. Sono anche stati proposti diversi progetti per le regioni polari, sia l’Artico che l’Antartico, e adesso appaiono per la prima volta fattibili.

Le applicazioni

Ma l’esplosione della domanda di cavi sottomarini si lega anche alle applicazioni, sia commerciali che scientifiche. Mentre permettono di trasportare il traffico internet in tutto il mondo, le reti in fibra ottica sottomarine permettono la raccolta di numerosi e preziosi dati scientifici sugli oceani. Questo può portare a benefici come allerte tsunami più accurate e veloci, migliore comprensione delle attività geologiche sottomarine come terremoti e vulcani e altro ancora, grazie all’impiego di cavi Smart (Scientific monitoring and reliable telecommunications), che integrano i sensori per il monitoraggio, e a tecniche come Das (Distributed acoustic sensing) e Sop (State of polarization).

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