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OSSERVATORIO COMUNICAZIONI

Banda ultralarga, il 41% degli italiani naviga oltre i 30 Mb

Agcom: profondi mutamenti tecnologici negli ultimi quattro anni. In aumento le connessioni in fibra. Sul fronte mobile Wind Tre resta il primo operatore mobile, con il 33,2%. Iliad ha il 2,2% di marketshare

17 Gen 2019

Mila Fiordalisi

Direttore

Cresce l’ultrabroadband italiano. E le linee con velocità pari o maggiore ai 30 Mb/s hanno superato il 41%. È quanto emerge dall’Osservatorio sulle Comunicazioni Agcom che fa il punto sui dati a fine settembre 2018.

Profondi i mutamenti nella composizione delle tecnologie utilizzate per la connettività che si sono registrati negli ultimi 4 anni, evidenzia l’Autorità presieduta da Angelo Marcello Cardani. Se a settembre 2014 quasi il 95% degli accessi alla rete fissa era in rame, la percentuale a settembre 2018 si attesta al 62%, pari ad una flessione di 6,8 milioni di linee. Nello stesso periodo sono aumentati gli accessi tramite altre tecnologie qualitativamente migliori, in particolare Fttc (+5,5 milioni di unità), Ftth (+460mila) e Fwa (+660mila). E ancora: le linee con velocità inferiore ai 10 Mbit/s sono passate da poco meno dell’80% delle linee broadband e ultrabroadband nel settembre 2014, al 26,9% nel settembre 2018, mentre il peso delle linee con velocità pari o maggiore di 30 Mbit/s, è salito dal 2,8 al 41,4%. È Tim il maggiore operatore broadband e ultrabraodband con il 44,5% di quota, seguito da Vodafone, Fastweb e Wind Tre con quote comprese tra il 14 ed il 15%.

Da evidenziare però che a fine settembre 2018, gli accessi complessivi della rete fissa si riducono di 80mila unità rispetto al trimestre precedente (-90mila unità su base annua). Di contro nella rete mobile si registra su base annua un aumento complessivo di 3,8 milioni di sim: le M2M sono cresciute di 4,6 milioni, mentre quelle “solo voce” e “voce+dati” si sono ridotte di 800 milaunità. Tim (con una quota in aumento dello 0,5% rispetto a settembre 2017) sale al 31,0%, mentre Vodafone (29,4%) e Wind Tre (29,1%) perdono rispettivamente lo 0,8% e il 2,3%. Di contro, Iliad nei primi tre mesi di attività in Italia conquista il 2,2% del mercato. Se si considerano unicamente le sim “human”, escludendo quindi le M2M, nonostante una quota in calo di 2,2 punti percentuali, Wind Tre rimane il principale operatore con il 33,2%. Prosegue poi a ritmi sostenuti la crescita della larga banda mobile: nel terzo trimestre dell’anno le sim che hanno effettuato traffico dati hanno superato i 57 milioni (+8,7% su base annua), con un consumo medio unitario di dati stimabile in 3,88 GB/mese (+50,8%).

Per quanto riguarda l’utilizzo di Internet, nel mese di settembre 2018, 42,7 milioni di utenti medi giornalieri si sono collegati ad Internet, per un totale di 70 ore di navigazione mensile a persona. Continua a crescere l’audience dei principali social network, dove Facebook con 35,7 milioni di utenti unici si conferma il social maggiormente frequentato, seguito da Instagram (22,3 mln) e Linkedin (15,3 mln).

Con riferimento al Sistema Integrato delle Comunicazioni (Sic), nel 2017, i ricavi complessivi ammontano a 17,5 miliardi di euro, registrando una riduzione dello 0,9% rispetto al 2016. Tutte le aree economiche del Sic segnano una variazione negativa ad eccezione del segmento che comprende l’editoria elettronica e la pubblicità online (+12,6% sul 2016). La pubblicità nel suo complesso, con un peso di quasi il 52%, risulta la principale fonte di ricavo del Sic. Tra i soggetti presenti nel sistema, Comcast Corporation/Sky (15,4%), Fininvest (15,2%) e Rai (14,1%) si confermano i principali operatori.

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