IL DOCUMENTO

Banda ultralarga, negli Usa un piano per il coinvestimento telco-big tech

L’Agcom americana cita l’Europa fra i “modelli” di riferimento nell’ambito del dibattito crescente sull’opportunità di obbligare le web company a contribuire alla realizzazione delle infrastrutture fisse e mobili di nuova generazione per abbattere i digital divide nel più breve tempo possibile

17 Ago 2022

Mila Fiordalisi

Direttore

banda larga, fibra, internet

Le big tech dovrebbero finanziare la realizzazione delle reti a banda ultralarga fissa e mobile per abbattere i digital divide e spingere l’erogazione di servizi innovativi: questa la raccomandazione messa nero su bianco dalla Fcc americana (la commissione federale per le Comunicazioni) nel Rapporto sul futuro del Fondo per il Servizio Universale (SCARICA QUI IL DOCUMENTO) che oltre a ricostruire lo scenario guarda avanti e delinea la roadmap prossima ventura.

Anche negli Usa dunque inizia a prendere piede il tema del co-investimento fra telco e big tech: “È sempre più riconosciuto a livello mondiale – in Europa, Asia e Sud America – che  alle grandi aziende tecnologiche dovrebbe essere richiesto di contribuire in modo equo per sostenere le reti e gli sforzi per abbattere il divario digitale”, si legge nel paper.

Il piano Usa da 65 miliardi

Il rapporto della Commissione fa seguito all’Infrastructure Investment and Jobs Act che ha incaricato la Fcc di presentare al Congresso un rapporto sulle opzioni per migliorare la gestione del servizio universale nel raggiungere gli obiettivi per la banda larga. L’Infrastructure Act prevede il più grande investimento federale mai effettuato nella banda larga, per un totale di circa 65 miliardi di dollari e la Commissione ha ora l’opportunità di considerare come i programmi di servizio universale esistenti possano trarre pieno vantaggio dai finanziamenti dell’Infrastructure Act e iniziare a valutare il ruolo del servizio universale in linea con gli obiettivi.

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Il 75% del traffico internet nelle aree rurali fa capo allo streaming

“Il rapporto della Commissione evidenzia che le cinque maggiori società di streaming rappresentano il 75% del traffico totale della rete nelle aree rurali.  Queste aziende, che beneficiano in modo significativo dell’infrastruttura Internet sostenuta dall’Usf, dovrebbero essere tenute a contribuire alla rete. Il rapporto della Commissione sottolinea giustamente la sostenibilità a lungo termine della valutazione delle grandi aziende tecnologiche come un altro importante vantaggio di questo approccio.  Il rapporto fa riferimento a uno studio che dimostra come la crescita dei ricavi della pubblicità digitale sia significativamente più alta di quella del Bias, indicando che il fattore di contribuzione continuerebbe a diminuire nel tempo”, commenta in una nota il commissario Brendan Carr.

Riorientamento del programma High Cost

Attraverso il programma Bead, l’Ntia assegnerà 42,45 miliardi di dollari agli Stati per supportare servizi a banda larga con velocità di upload/download di 100/20 Mbps nelle aree non servite e non servite degli Stati Uniti. Inoltre, diversi altri programmi creati attraverso l’Infrastructure Act e amministrati da diverse agenzie federali Act e gestiti da diverse agenzie federali in collaborazione con le autorità statali e tribali, offriranno ai vettori ulteriori opportunità di ricevere servizi a banda larga. Il programma High Cost fornisce un sostegno economico ai fornitori di servizi di telecomunicazione per consentire la fornitura di servizi vocali e a banda larga a prezzi ragionevoli nelle aree rurali e insulari. La  Commissione si è concentrata sull’obiettivo di colmare il divario digitale tra le aree urbane e quelle rurali, sostenendo la costruzione e la gestione di reti fisse per la telefonia e la banda larga.

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