PIANO BUL AREE BIANCHE

Banda ultralarga, spunta il “modello Cremasco”: 40 Comuni cablati sotto una regia unica

Capofila Casaletto Ceredano. I lavori coordinati dal Consorzio IT. La rete Open Fiber in 33mila unità immobiliari e numerose imprese e PA. Il Consigliere regionale Degli Angeli: “Best practice da replicare in altri territori”. Visconti (Of): “Iniziativa lungimirante”

29 Lug 2020

Mila Fiordalisi

Direttore

Portare la fibra in 40 Comuni del Cremasco attraverso un’azione coordinata che vede Casaletto Ceredano a fare da capofila per spingere i cantieri abbattendo gli iter autorizzativi e quindi accelerando i lavori di posa della banda ultralarga. È questa l’iniziativa, unica nel suo genere, che punta a farsi “modello” nazionale nell’ambito del Piano Bul Infratel per le aree bianche.

Il progetto vede in campo il Consorzio IT (Consorzio Informatica e Territorio) – una partecipata di 47 Comuni della cosiddetta “Area omogenea cremasca” (è in capo al 100% a Scrp-Società Cremasca Reti e Patrimonio) – e punta a portare la fibra a 33mila unità immobiliari e imprese del territorio attive nei settori del manifatturiero, della meccatronica, della farmaceutica, della cosmesi e dell’artigianato.

A beneficiare delle nuove infrastrutture in fibra anche le Pubbliche amministrazioni: l’iniziativa vedrà cablate in primis scuole ed edifici comunali, ma anche biblioteche, ambulatori, piazze ecologiche. A cablare l’area è Open Fiber attraverso 6 Pcn principali a cui si “attaccheranno” i 40 Comuni e stando a quanto risulta a CorCom si punta concludere “l’opera” già entro fine anno. Numerose le installazioni già collaudate e quindi portate a termine tra cui quelle nei Comuni di Campagnola Cremasca e di Cremosano. E in altri Comuni, come Quintano e Capralba, sono in corso i collaudi.

“Questo risultato costituisce un passo da gigante in grado di consentire un forte sviluppo a tutta la zona del cremasco”, commenta Marco Degli Angeli, consigliere della Regione Lombardia con delega all’innovazione (in quota 5Stelle). “I lavori – spiega Degli Angeli – si son svolti come da programma fin da subito, nonostante le difficoltà dovute all’emergenza da Covid-19, anticipando di due anni le stime di Open Fiber. Il territorio ha saputo comprendere come la banda ultralarga sia un’opportunità da cogliere soprattutto perché i frutti dei servizi offerti da questo investimento, verranno raccolti dalle imprese così come dai privati cittadini. Alle amministrazioni comunali del territorio va tutta la mia gratitudine e soprattutto il mio plauso per aver saputo sfruttare questa occasione. Un modus operandi da esportare come best practice in altri territori”.

“L’iniziativa dei 40 comuni del cremasco – sottolinea Paolo Visconti, Network & Operations Manager Area Nord Ovest di Open Fiber – ha agevolato sin da subito Open Fiber sia dal punto di vista burocratico, perché ci ha consentito di velocizzare l’iter di richiesta e rilascio autorizzazioni e di ottenere pareri omogenei da tutti gli Enti coinvolti, sia dal punto di vista operativo, perché Consorzio.it , forte di una grande conoscenza del territorio, ha messo a disposizione le proprie infrastrutture esistenti e supporta anche i nostri interventi on field. È un modello di approccio lungimirante e smart, che risponde perfettamente all’esigenza di mettere in campo uno sforzo comune, più volte da noi auspicato, per centrare gli obiettivi di un progetto così complesso e fondamentale per il Paese come il piano Bul”.

Il cremasco si candida quindi a fare da modello di riferimento per altrettanti progetti pilota, che potrebbero vedere la luce in Lombardia e in tutto il resto del Paese anche e soprattutto tenendo conto alla forte accelerata di alcuni servizi a seguito dell’emergenza Coronavirus: “Si pensi allo smart working, alla telemedicina e alla teledidattica – evidenzia il Consigliere -. Tutti strumenti innovativi che, all’interno di un mondo digitale, possono rendere l’accesso ai servizi quotidiani non solo migliori, ma anche più rapidi e sicuri per chiunque”.

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