Banda ultralarga, Tim e Open Fiber da nemici a partner? - CorCom

L'APPROFONDIMENTO

Banda ultralarga, Tim e Open Fiber da nemici a partner?

Il Governo lavora all’allocazione dei fondi del Pnrr e Draghi considera importante il contributo dei privati. Agcom avvia la consultazione pubblica sul piano Italia a 1 Giga propedeutica alla gara per le aree grigie in cui si profila la modalità del co-investimento attraverso consorzi di operatori. La rete unica dossier sorpassato?

24 Set 2021

Mila Fiordalisi

Direttore

La transizione digitale è la grande sfida che il nostro Paese ha davanti. Intendiamo migliorare la vita di cittadini e imprese e dotare soprattutto i giovani delle capacità necessarie per essere pronti per i lavori di domani. Sul fronte delle infrastrutture, abbiamo concluso la consultazione pubblica sulla banda larga, che darà avvio al processo di cablatura del paese. Attendiamo di ricevere le prime proposte di partnership per la creazione del Polo Strategico Nazionale, il cloud sicuro per la pubblica amministrazione. In entrambe le iniziative il contributo dei privati sarà importante“. Questi gli aggiornamenti annunciati ieri dal Presidente del Consiglio Mario Draghi all’assemblea di Confindustria.

Non una parola sulla rete unica delle Tlc: il dossier appare dunque al momento non più una priorità anche se il “file” non è stato definitivamente archiviato. Ma lo scenario che si va prospettando sul fronte delle nuove gare per le aree grigie prefigura una modalità attuativa ben diversa di quella adottata al tempo delle aree bianche in cui fu Open Fiber ad accaparrarsi la realizzazione delle infrastrutture in fibra sull’intero territorio nazionale. La partita si giocherà attraverso il co-investimento e la creazione di consorzi di operatori che dunque saranno chiamati a collaborare per accelerare le roadmap con l’obiettivo di sfruttare al meglio i fondi previsti nel capitolo infrastrutture a banda ultralarga e 5G del Recovery Plan. Tim e Open Fiber potrebbero dunque trovarsi persino nella stessa “squadra” o, in alternativa, capitanare cordate differenti andando ciascuna a occuparsi di specifiche porzioni del territorio per evitare duplicazioni infrastrutturali ed evitare conflitti di sorta.

Ieri il Consiglio di Agcom, all’unanimità, ha avviato la consultazione pubblica per definire le linee guida per le modalità di accesso alle infrastrutture di rete realizzate con gli aiuti di Stato nell’ambito del Piano Italia a 1 Giga svelato nelle scorse settimane dal ministro per l’Innovazione Vittorio Colao. “Il provvedimento – evidenzia l’Authority – rappresenta un fondamentale snodo all’interno delle attività connesse alla realizzazione, nell’ambito del Pnrr, dell’obiettivo di fornire connettività – senza limiti al volume del traffico per gli utenti e nel rispetto del principio della neutralità tecnologica – ad almeno 1 Gbit/s in download e 200 M/bit/s in unpload”.

Si va avanti anche sul progetto Cloud Italia. Cdp e Tim hanno già tenuto i cda in cui si è discusso dell’l’offerta per il polo strategico nazionale che vede la Cassa e la telco unite nella cordata con Sogei e Leonardo, i cui cda si terranno nei prossimi giorni per arrivare alla stesura del progetto da presentare a Colao entro fine mese, al massimo i primi di ottobre, come da desiderata del Governo.

Durante il Consiglio dei ministri di ieri, intanto,  il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Roberto Garofoli e il Ministro dell’economia e delle finanze Daniele Franco hanno svolto la prima informativa in merito al monitoraggio e allo stato di attuazione delle misure previste dal Pnrr.

I target da raggiungere per l’anno in corso sono 51, divisi in 24 investimenti e 27 riforme da adottare. Delle 51 misure sono stati già raggiunti 13 obiettivi. Più nel dettaglio, relativamente agli investimenti, alla data di ieri, ne risultano già definiti 5. Per tutti i restanti sono state già avviate le procedure di realizzazione.

Per quel che riguarda le riforme, ne sono state definite 8, pari al 30% del totale; per le altre 19 è già in corso il procedimento di approvazione. Riguardo al cronoprogramma i Ministeri dovranno far pervenire al più presto alla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dagl e al Ministero dell’Economia e delle Finanze ulteriori proposte di norme attuative abilitanti ritenute necessarie, secondo le rispettive competenze. Il Governo sta valutando l’adozione di uno o più provvedimenti, nei quali far confluire tutte le norme ritenute necessarie dalle Amministrazioni per semplificare e accelerare l’adozione delle misure. Nelle prossime settimane saranno convocate Cabine di regia settoriali con la partecipazione di Ministri individuati in base agli ambiti da approfondire. Seguirà una Cabina di regia cui parteciperanno le regioni, gli enti territoriali e altri soggetti. Si punta a definire quali progetti dovranno essere seguiti da ciascun ministero con riferimento ai principali e più rilevanti di rispettiva competenza e a individuare gli ostacoli ed eventuali criticità.

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