Coronavirus, voucher banda ultralarga: 550 milioni per le imprese, 200 per le scuole - CorCom

I FONDI

Coronavirus, voucher banda ultralarga: 550 milioni per le imprese, 200 per le scuole

Gli 1,3 miliardi per spingere la domanda sono fermi al Cipe dal 2017. E sarebbe molto utile sbloccarli considerate le esigenze in termini di smart working e e-learning dovute all’emergenza

06 Mar 2020

Mila Fiordalisi

Direttore

Sbloccare subito gli 1,3 miliardi di euro destinati a spingere la domanda di connessioni ultrabroadband. Questo l’appello al governo da parte dell’assessore all’Innovazione della Regione Piemonte Matteo Marnati che in una lettera al ministro dell’Innovazione Paola Pisano chiede di accelerare sull’assegnazione delle risorse e di consentire alle Regioni di gestirle in autonomia: “Se potessimo gestire direttamente noi la ripartizione faremmo più in fretta. Potremmo aiutare da subito le famiglie per acquistare connessioni e strumenti per seguire la didattica”.

Le risorse, ferme al Cipe dal 2017, stando alla proposta presentata nei mesi scorsi da Infratel dovevano essere ripartite nel biennio 2020-2021 con una coda nel 2022. Stando alla proposta Infratel il target nazionale potenziale di soggetti destinatari dei voucher include 39.996 plessi scolastici, 561 centri impiego, 3,911 milioni di imprese e 13,8 milioni di linee residenziali. E in quanto alle risorse sarebbero così ripartite: 199 milioni per le scuole, 2,8 milioni per i centri impiego e 548 milioni pro capite per pmi e utenze residenziali. In dettaglio scuole e centri per l’impiego avrebbero a disposizione voucher da 5000 euro, le pmi da 3.000 euro (aziende sotto i 250 dipendenti) e gli utenti residenziali da 300 euro.

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Scuole e pmi sono senza dubbio in questo momento i soggetti che maggiormente beneficerebbero dei voucher. E a catena anche le famiglie considerato appunto che potrebbero usare i voucher per l’attivazione di connessioni ultrabroadband in grado di garantire la piena operatività in questo delicato momento in cui sono molti i cittadini che stanno lavorando in smart working e che le scuole chiuse implicano l’aumento del tempo di connessione online da parte degli studenti per seguire le lezioni a distanza.

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