Crescita record per EagleProjects, la “GoogleMaps” italiana delle reti critiche - CorCom

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Crescita record per EagleProjects, la “GoogleMaps” italiana delle reti critiche

L’azienda perugina nata nel 2016 si prepara a chiudere il 2020 con un fatturato di circa 20 milioni di euro. È la prima realtà nazionale a vantare una piattaforma software che coniuga le esigenze dell’ingegneria civile con quelle dell’informatica e ad aver realizzato una mappatura del territorio a servizio di telco e multiutility

08 Ott 2020

Mila Fiordalisi

Direttore

Vola il business di EagleProjects la “startup” battezzata nel 2016 che nel giro di quattro anni è riuscita a farsi strada al punto da diventare un attore di riferimento nel settore dei servizi per le telecomunicazioni e ad avviarsi ad una chiusura d’anno con un fatturato di circa 20 milioni di euro.

Open Fiber l’azienda che per prima ha deciso di adottare le soluzioni dell’azienda umbra per le attività di pianificazione, progettazione e manutenzione delle reti . Poi Tim e Fastweb per il 5G, la tecnologia che apre ora nuove prospettive e promette di far balzare ulteriormente e velocemente in avanti il business dell’azienda.

Dalle telco alle multiutility il passo si fa breve: l’azienda vanta già fra i propri clienti Enel, A2A e Acea e l’orizzonte si sta man mano espandendo attraverso nuove commesse. “Siamo partiti in 20 e ora siamo in 400 – racconta a CorCom il Presidente Antonio Caroppo -. Abbiamo creduto molto nel progetto e soprattutto abbiamo puntato tutto sull’innovazione attraverso lo sviluppo di software e soluzioni in house che potessero rispondere al meglio alle esigenze del mercato italiano delle Tlc inizialmente e ora anche a quello delle multiutility”.

EagleProjects è di fatto una piccola-grande “GoogleMaps” delle infrastrutture critiche: con l’impiego in campo di auto e droni per mappare il territorio e fornire agli operatori informazioni molto accurate tali da diventare strategiche ed essenziali sia per la progettazione delle nuove reti, sia per gestire le attività di collaudo e manutenzione. “Il debutto di Open Fiber sul mercato della banda ultralarga è stato il propulsore. Grazie a loro abbiamo messo a punto una piattaforma software al servizio della costruzione di reti tecnologiche nonché per il collaudo delle infrastrutture, integrando le funzionalità tipiche dell’ingegneria civile con quelle dell’informatica, molto difficili da conciliare”, spiega ancora a CorCom il ceo Giovacchino Rosati. Il tutto accompagnato con lo sviluppo di un sistema di mappatura unico nel suo genere a livello nazionale e non solo.

La piattaforma consente di rappresentare l’esatto posizionamento geografico e dimensionale degli edifici – con un’accuratezza millimetrica che va ben oltre quanto restituito ad esempio dalla visualizzazione satellitare possibile con Google Maps – fino alla presenza di elementi quali armadi, tombini, dossetti, centrali, chiusini e infrastrutture localizzate anche nel sottosuolo, insomma tutto quanto sia necessario ad un operatore per la pianificazione e la realizzazione delle infrastrutture. E grazie all’adozione dell’intelligenza artificiale è possibile navigare nel sistema selezionando specifici parametri ossia includendo o escludendo elementi e tipologie strutturali a seconda delle necessità progettuali o di manutenzione. La piattaforma è inoltre in grado di individuare eventuali abusi edilizi o infrastrutturali, attraverso l’incrocio dei dati del Catasto, dell’Agenzia delle Entrate e quelle disponibili sulle mappe satellitari. “Sono informazioni aggregate di straordinaria importanza”, evidenzia Rosati.

La pandemia da Coronavirus ha fra l’altro accelerato l’uso delle piattaforme di casa EagleProjects: “Il collaudo da remoto ma anche la manutenzione a distanza sono indispensabili in questa fase ma diventeranno la via privilegiata considerato il risparmio di tempi e costi per telco e multiutility, fra l’altro con una resa in termini di accuratezza del dettaglio persino migliore della presenza in loco, soprattutto laddove bisogna andare ad operare in aree difficili”, spiega ancora Rosati.

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Open Fiber e Infratel (la in-house del Mise) utilizzano le piattaforme made by EagleProjects per le attività di monitoraggio dei collaudi delle nuove reti. E la lista clienti si sta progressivamente allargando alle multiutility e all’estero. “Le disposizioni di sicurezza collegate con i decreti emergenza hanno spinto la gestione dell’operatività da remoto. E per rendere efficiente l’operatività mettiamo a disposizione anche una serie di strumenti avanzati, come ad esempio visori a realtà aumentata per consentire al personale addetto ai collaudi e alla manutenzione di svolgere le attività esattamente come in loco, in maniera semplice e intuitiva. Il tutto è reso possibile grazie alla latenza minima della nostra piattaforma, tale da restituire il real time”, aggiunge Rosati.

Se è vero che è la tecnologia a rappresentare il fiore all’occhiello dell’azienda umbra, i risultati raggiunti si devono anche e soprattutto alla composizione del team: dei 400 dipendenti la maggior parte è composta da laureati in ingegneria civile e informatica – il 45% donne – e sono una sessantina di sviluppatori software e in campo ci sono anche archeologi e agronomi. “Le competenze per mettere a punto soluzioni all’avanguardia devono essere trasversali e non vanno sottovalutare le conoscenze storiche, architettoniche, ambientali. Un territorio va studiato nella sua completezza altrimenti non è possibile restituire informazioni davvero dettagliate e fornire agli operatori un quadro chiaro della situazione”.

Determinante anche la relazione con l’Università di Perugia, con cui sono in corso tutta una serie di progetti e che consente anche di individuare risorse e talenti. “Lo sviluppo dell’ecosistema è fondamentale – sottolinea Umberto De Julio uno dei soci fondatori della Eagleprojects -. E per questo guardiamo con interesse anche alle startup locali che stanno sviluppando soluzioni proprio a seguito della nostra presenza sul territorio”.

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