Fibercop, semi-Gpon per la rete Ftth “future proof” - CorCom

L'APPROFONDIMENTO

Fibercop, semi-Gpon per la rete Ftth “future proof”

Nel documento notificato ad Agcom i dettagli dell’architettura di nuova generazione che consentirà la gestione “dinamica” delle fibre da parte degli operatori che decideranno di co-investire nel progetto

03 Feb 2021

Mila Fiordalisi

Direttore

Entra nel vivo il progetto FiberCop, la newco wholesale a tre Tim-Kkr-Fastweb che facendo leva sul modello del co-investimento mira a realizzare la rete di nuova generazione che confluirà – azionisti e autorità piacendo – in AccessCo, la newco per dare vita alla rete unica di Tlc attraverso la condivisione degli asset anche di Open Fiber.

Nel documento notificato nei giorni scorsi ad Agcom è stato messo nero su bianco il dettaglio della nuova architettura di rete, un’architettura “future proof”, tecnologicamente progettata per consentire a tutti gli attori interessati a investire di poter gestire “dinamicamente” la fibra partecipando alla realizzazione stessa del network e di averne facilmente a disposizione gli elementi utili per l’erogazione dei servizi di connettività.

Due gli elementi cardine: la  rete ottica secondaria “punto-punto” dall’armadio ottico all’edificio (inclusa la tratta di adduzione) – l’architettura punto-punto con splitter concentrati a livello di armadio ottico risulta il modello “future proof” di rete ottica secondaria; i verticali all’interno dei building, ognuno dei quali connesso a una singola fibra punto-punto che termina all’armadio ottico.

Il progetto prevede, quindi, la realizzazione di Semi-Gpon (comprensive di armadio ottico, Pte e verticale in fibra) in rete ottica secondaria, che costituiscono il “building block” elementare della rete Ftth.

“Questo building block, non solo risulta quello maggiormente capital intensive ai fini della realizzazione di una rete Ftth, ma, allo stesso tempo, abilita la fornitura/realizzazione di tutti gli altri servizi di accesso wholesale Ftth, sia passivi (es. full Gpon con l’aggiunta dei servizi della rete di accesso primaria) che attivi (es. Vula-Ftth, con l’aggiunta di primaria e apparati in centrale, o Bitstream-Ftth con l’aggiunta di primaria, apparati in centrale e trasporto). Per tutti questi servizi, ciascun accesso si pone in relazione “uno a uno” con l’accesso alla Semi-Gpon”, si legge nel documento. “Per questa ragione, anche un co-investitore che scelga di assumere un impegno a lungo termine di utilizzo basato su servizi di tipo Vula-Ftth (o Bitstream-Ftth) può contribuire, mediante gli accessi in SemiGpon sottostanti ai predetti servizi attivi richiesti, al riempimento» della nuova rete e, quindi, alla condivisione del relativo «rischio di realizzazione”.

Architettura di rete

L’architettura di riferimento per la rete FiberCop prevede, di norma, splitter concentrati nel cabinet ottico anziché splitter distribuiti, rispettivamente, al Cno (Centro Nodale Ottico) e ai Roe (Ripartitore Ottico di Edificio), come nell’architettura della rete ottica di Flash Fiber. L’architettura di FiberCop risulta dunque “nativamente” in grado di offrire servizi Semi-Gpon a una pluralità di operatori non predefinita, anche in fasi successive alla realizzazione.

In particolare è prevista la realizzazione di un unico Pte (Punto di Terminazione di Edificio) al building che sarà raggiunto da un cavo di modularità adeguata (12/24/48 fibre ottiche) per assicurare la disponibilità di fibre in numero significativamente ridondante rispetto alle unità Immobiliari dell’edificio servito. Nell’armadio ottico (Cro-Cabinet Ripartilinea Ottico), saranno posizionati gli splitter ottici passivi. “La capacità dell’infrastruttura, in termini di splitter e fibre ottiche in secondaria, sarà adeguata a soddisfare tutte le prevedibili esigenze del mercato, anche in ottica prospettica”, si evidenzia.

Con la nuova architettura le fibre ottiche punto-punto in rete secondaria uscenti dal Cro possono essere utilizzate dinamicamente dagli operatori: “Ad esempio  – si spiega – quando un cliente cambia operatore, tramite una semplice permuta al Cro, la stessa fibra in secondaria può essere disconnessa dallo splitter dell’operatore donating e collegata allo splitter dell’operatore recipient. Risultano, pertanto, semplificate le procedure di cambio operatore che, in questo caso, non richiedono alcun intervento tecnico presso l’edificio, a differenza di quanto accade nel caso di architetture con splitter distribuiti”.

Sono, invece, dedicati al singolo operatore che utilizza servizi passivi di accesso alla Semi-Gpon gli apparati di splitting, primario e secondario, e le bretelle ottiche di connessione tra splitter primari e secondari, all’interno di ciascun armadio ottico (Cro).

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