BANDA ULTRALARGA

Gigabit Act, la Ue aggiusta il tiro: ecco gli emendamenti approvati

Accordo provvisorio fra Consiglio e Parlamento. Introdotto un meccanismo di conciliazione obbligatorio fra enti pubblici e operatori per facilitare la concessione dei permessi, eccezioni per i piccoli Comuni. Etno: “L’Europa ha rivisto al ribasso le ambizioni. Il silenzio-assenso è diventato un’opzione per gli Stati, si rischia la frammentazione di mercato”

Pubblicato il 06 Feb 2024

Patrizia Licata

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Dopo il via libera del Consiglio dell’Ue al Gigabit infrastructure act (lo scorso dicembre), arriva l‘accordo provvisorio tra Consiglio e Parlamento Ue sulla legge europea per le infrastrutture gigabit, con diversi emendamenti che rappresentano un nuovo passo in avanti, secondo la presidenza belga dell’Unione europea, per accelerare l’implementazione delle reti ultra-veloci grazie all’alleggerimento degli oneri burocratici.

“In Europa, il roll-out della fibra e del 5G dovrebbe essere molto più facile e con meno burocrazia. Stiamo risolvendo questo carico amministrativo con il Gigabit Infrastructure Act”, ha affermato Petra de Sutter, vice-premier e ministra della Pubblica amministrazione, poste e telecomunicazioni belga. “Abbiamo raggiunto un accordo preliminare con il Parlamento europeo che permetterà ai cittadini europei di navigare a velocità molto più alte usando la fibra o il 5G”.

Gigabit act: gli emendamenti approvati

L’accordo provvisorio mantiene l’orientamento generale della proposta della Commissione. Tuttavia, i co-legislatori hanno modificato parti della proposta, principalmente per quanto riguarda i seguenti aspetti:

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  • un meccanismo di conciliazione obbligatorio tra gli enti pubblici e gli operatori di telecomunicazioni è stato introdotto come passo intermedio per facilitare la procedura di concessione dei permessi;
  • è stata inclusa un’eccezione per un periodo transitorio per i comuni più piccoli, nonché disposizioni specifiche per promuovere la connettività nelle aree rurali e remote;
  • sono stati chiariti i fattori nel calcolo delle condizioni di accesso eque e ragionevoli;
  • è stata introdotta una disposizione specifica per affrontare la presenza di intermediari tra proprietari terrieri e operatori infrastrutturali;
  • sono state concordate disposizioni specifiche su un’etichetta volontaria “fiber-ready” per gli edifici;
  • nel testo sono stati inclusi diversi carve-out per le infrastrutture nazionali critiche.

Infine, dato che l’attuale prezzo al dettaglio per le comunicazioni regolamentate all’interno dell’Ue scadrà il 14 maggio 2024, l’accordo provvisorio prevede il mantenimento della protezione dei consumatori, in particolare per gli utenti vulnerabili, estendendo i massimali di prezzo, che sono attualmente di 0,19 euro al minuto per le chiamate e di 0,06 euro per messaggio sms.

Autonomia per gli Stati membri

L’accordo provvisorio garantisce nel complesso che gli Stati membri abbiano un’ampia autonomia nell’emanare norme più severe e dettagliate su diversi elementi importanti di questo nuovo regolamento. La nuova legge si applicherà 18 mesi dopo la sua entrata in vigore con alcune disposizioni specifiche che si applicheranno in una fase successiva.

Come prossimo passo, a seguito dell’accordo provvisorio, il lavoro tecnico degli esperti sia dell’Europarlamento che del Consiglio Ue proseguirà per arrivare a presentare un testo di compromesso ai co-legislatori per l’approvazione. Da parte del Consiglio, la presidenza belga mira a presentare il testo ai rappresentanti degli Stati membri (Coreper) per l’approvazione il prima possibile. Dopo la sua approvazione, il progetto di atto legislativo sarà sottoposto a revisione giuridica/linguistica prima di essere formalmente adottato da entrambe le istituzioni, pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Ue ed entrare in vigore 20 giorni dopo tale pubblicazione.

Decennio digitale, meno costi per le reti

La legge sulle infrastrutture gigabit o Gigabit act, che sostituirà la direttiva 2014 sulla riduzione dei costi della banda larga (Bcrd), è un atto legislativo essenziale per raggiungere gli obiettivi di connettività dell’Europa come stabilito nella bussola digitale dell’Ue per questo decennio, il cosiddetto “programma politico del decennio digitale”, adottato dai colegislatori nel 2022, e per implementare le reti di comunicazione elettronica di prossima generazione nell’Ue, come sottolineava già l’anno scorso il Consiglio. Ridurrà i costi di implementazione e accelererà i roll-out.

La proposta della Commissione mira a ridurre i costi inutilmente elevati della realizzazione dell’infrastruttura di comunicazione elettronica, parzialmente causati dalle procedure di concessione dei permessi prima della diffusione o dell’aggiornamento delle reti. Queste procedure sono ancora complesse, a volte lunghe e diverse tra gli Stati membri.

La proposta mira, inoltre, ad accelerare la diffusione delle reti, a fornire certezza del diritto e trasparenza a tutti gli attori economici coinvolti e a prevedere processi di pianificazione e diffusione più efficienti per gli operatori delle reti pubbliche di comunicazione elettronica.

La proposta affronta anche l’implementazione e l’accesso alle infrastrutture fisiche interne agli edifici. Si prevede che faciliti le applicazioni transfrontaliere e consenta alle parti interessate, agli operatori di comunicazioni elettroniche, ai produttori di apparecchiature o alle società di ingegneria civile di ottenere migliori economie di scala.

Il commento di Etno

Secondo Etno,  associazione delle telco europee, il Gigabit Act non risolve i problemi cronici del settore, soprattutto rispetto al roll-out delle reti e alla necessità di snellimenti burocratici e di migliori livelli d’investimento.

“Notiamo un allegerimento di misure cruciali per ridurre i tempi e i costi di implementazione- spiega una nota – Tra queste la cosiddetta ‘approvazione tacita’, che ora è solo un’opzione per gli Stati Membri che porterà a una potenziale frammentazione nel mercato unico”. Per Etno le proposte della Commissione Europea e del Parlamento Europeo avrebbero risposto meglio all’urgenza di implementare reti gigabit.

“Prendiamo anche atto che la regolamentazione ulteriore dei prezzi al dettaglio delle chiamate intra-Ue è un tema ancora sul tavolo, soggetto a una valutazione d’impatto preliminare – proseguono – Auspichiamo una valutazione approfondita, condotta nel pieno rispetto dei principi della Better Regulation, riconoscendo l’esistenza di mercati competitivi così come il valore socio-economico dello sviluppo della rete”

“Raggiungere tutti i cittadini europei con reti gigabit è fondamentale per l’inclusione socio-economica e, secondo le cifre ufficiali, questo obiettivo richiede uno sforzo di 200 miliardi entro la fine di questo decennio – concludono – Crediamo che siano ancora necessarie regole veramente rivoluzionarie. Ora aspettiamo il Connectivity Package della Commissione Ue”.

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