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BOTTA E RISPOSTA

Il j’accuse di Open Fiber: “Tim interessata a preservare rete in rame e posizione dominante”

Si fa sempre più acceso lo “scontro” fra le due aziende. Dopo le esternazioni di Gubitosi la società capitanata da Elisabetta Ripa controbatte puntando i riflettori sul mercato: “Progetto di acquisizione non è auspicato dagli altri operatori e non è coerente con i principi di concorrenza”

06 Dic 2019

Mila Fiordalisi

Direttore

“L’ingresso sul mercato di Open Fiber, con l’obiettivo di realizzare una rete nazionale in fibra ottica, in linea con le agende digitali italiana ed europea, ha fin dall’inizio generato un’accesa concorrenza da parte di Telecom Italia, che ha evidente interesse a preservare il valore delle proprie infrastrutture in rame e la sua posizione dominante”: inizia così la nota con cui Open Fiber risponde alle esternazioni dell’Ad di Tim Luigi Gubitosi, secondo il quale “la soluzione non può essere la creazione di un operatore disintegrato”. La società capitanata da Elisabetta Ripa e presieduta da Franco Bassanini nel fare il punto sullo stato di avanzamento dei propri progetti – “ad oggi sono oltre 130 le città in cui Open Fiber commercializza i propri servizi e circa 6 milioni le famiglie e le imprese che possono già beneficiare di una rete interamente in fibra ottica”, si legge nella nota, – ci tiene a evidenziare che “è molto di più di quanto abbia realizzato chiunque altro” che gli investimenti ad oggi ammontano a “oltre 3 miliardi di euro a beneficio del Paese e con l’obiettivo di recuperare lo storico ritardo nello sviluppo delle reti di Tlc, che posiziona l’Italia agli ultimi posti delle classifiche internazionali”.

Aree bianche: “Investimenti dove nessuno voleva andare”

Open Fiber inoltre punta a chiarire anche la questione aree bianche: “Negli scorsi anni Open Fiber è risultata aggiudicataria dei tre bandi di gara del Mise per la realizzazione della rete pubblica nelle aree in cui gli operatori – ed in particolare Tim – hanno dichiarato di non essere interessati ad investire. Dopo aver perso la prima gara, l’incumbent ha deciso per sua libera scelta di non partecipare alle successive”. In queste aree – si legge nero su bianco nella nota – sono oltre 2mila i Comuni in cui i lavori sono stati avviati, circa 450 quelli con i lavori completati e oltre 2 milioni le unità immobiliari connesse “malgrado i 13 ricorsi Tim che hanno bloccato per mesi l’avvio del progetto. Nella realizzazione di tale opera Open Fiber si attiene alle indicazioni dettate dalle concessioni in merito all’architettura di rete e pertanto le critiche risultano inappropriate e smentite nei fatti dall’efficace attivazione dei clienti.  Un progetto, quello di Open Fiber, per nulla fantasioso, portato avanti da una società che ha oltre 900 dipendenti diretti e che occupa circa 13.000 persone nella realizzazione di questa importante infrastruttura nazionale”.

Fusione Tim-Open Fiber: “Operazione non auspicata”

Last but non least il progetto di acquisizione annunciato da Tim: “L’annuncio, forse anche al fine di inglobare il pericolo concorrenziale e poter quindi ricostituire un monopolio in capo all’operatore verticalmente integrato, appare un’ulteriore dimostrazione dell’efficacia del modello di business di Open Fiber. Si tratta di una operazione né auspicata dagli altri operatori sul mercato (che si sono espressi chiaramente in materia), né coerente con i principi di concorrenza”. “Oggi Telecom Italia giunge a denigrare un modello di business, quello dell’operatore wholesale only (ovvero della rete dis-integrata, secondo l’espressione del suo Ad), il cui valore pro-competitivo è stato invece riconosciuto – assieme a quello del coinvestimento aperto – nel recente Codice Europeo delle Comunicazioni Elettroniche e che anche nell’ultima indagine congiunta di Agcom e Agcm aveva individuato come soluzione preferibile”.

“Tale modello inoltre – conclude la nota – ha riscosso l’approvazione di tutti gli operatori del mercato italiano che hanno sottoscritto accordi con Open Fiber, fatta eccezione di Tim che – pur avendo manifestato l’intenzione di comprare numerose linee da Open Fiber –  ancora non ha dato seguito alle sue dichiarazioni”.

Tim-Open Fiber, la Lega: “Basta polemiche, passare ai fatti”

Sul “battibecco” Tim-Open Fiber interviene il deputato della Lega Massimiliano Capitanio: “Sulla banda ultralarga non servono chiacchiere, ma fatti: chi è in grado di sviluppare la rete di cui ha bisogno con urgenza il Paese si faccia avanti, chi non è in grado si dimetta, come dovrebbe fare il governo. La Lega – conclude – fa il tifo solo per chi è fedele al nostro slogan, dalle parole ai fatti. Noi abbiamo sbloccato 1,3 miliardi per i voucher, gli operatori ci liberino dal digital divide”.

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