L’INTERVISTA

Marchiori, Promelit: “Competenze digitali, l’Italia deve fare di più”

Il direttore generale e fondatore dell’azienda attiva nel settore della Unified Communication: “Gli investimenti delle telco nella banda ultralarga hanno delineato un contesto abilitante l’innovazione. Ora servono azioni per un maggiore raccordo tra scuola e impresa e meccanismi per trattenere i talenti in Italia”

Pubblicato il 08 Feb 2023

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L’Italia ha le carte in regola per fare il salto nel digitale. A patto che si intensifichino gli investimenti in competenze e si strutturino collegamenti tra il sistema della formazione e le esigenze del mercato del lavoro.

Ne è convinto Danilo Marchiori, direttore generale e fondatore di Promelit, service provider che ha conquistato un solido posizionamento nel settore della smart e unified communication.

Marchiori, il nostro Paese è in pista per vincere la sfida “digital”. Crede che ce la farà?

Certamente gli investimenti in banda ultralarga, che le telco stanno mettendo in campo con l’obiettivo di ridurre il digital divide, delineano un contesto abilitante per le imprese che vogliono spingere sull’innovazione. E un’azienda come Promelit può contribuire, offrendo le stesse soluzioni di unified communication in linea con le loro esigenze e con gli obiettivi di business.

C’è un contesto abilitante l’innovazione: ci sono investimenti e soluzioni. Quale ostacolo, però, può trovare il Paese nel percorso di transizione digitale?

C’è un tema chiave, che è quello delle competenze digitali. Il nostro paese è indubitabilmente indietro, come certifica anche l’indice DESI della Commissione europea. E questo per due motivi: un sistema della formazione ancora non al passo con la domanda di mercato e una dinamica dei salari che, purtroppo, spesso non consente alle aziende italiane di competere con i colossi stranieri. Nel primo caso serve rafforzare il raccordo scuola-università e impresa perché le competenze sviluppate possano trovare risposta nel mercato del lavoro. Il secondo, invece, attiene a dinamiche economiche e sindacali su cui non sempre è facile intervenire. A questi due motivi si aggiunge però un’altra questione.

Che sarebbe?

Il fatto che anche quando adeguatamente formati per rispondere alle esigenze delle aziende italiane, i ragazzi spesso preferiscono andare all’estero. Si dovrebbero, a mio avviso, immaginare dei meccanismi per trattenerli nel Paese che ha investito sulle loro competenze. Meccanismi che, tra l’altro, esistono già all’estero. Tanto per dare la percezione della situazione, in Promelit abbiamo un ingegnere indiano, un eritreo, un egiziano e due italiani. È chiaro che quello delle competenze è un tema, anche politico, da presidiare se non vogliamo perdere la sfida digitale.

Promelit ha di recente compiuto 40 anni e, dunque, possiamo ben dire che è stata protagonista della trasformazione del Paese. Dal vostro osservatorio privilegiato, ci può dire cosa accadrà nel settore della comunicazione nei prossimi anni e quali i trend?

Quello che vediamo è una sempre maggiore diffusione delle immagini come strumento di comunicazione. Ecco perché crediamo che il futuro sarà all’insegna del digital signage. Si tratta – e lo vediamo anche da quello che sta succedendo nelle nostre città – di un metodo molto efficace per condividere informazioni, comunicare con i clienti e fare pubblicità. ll digital signage oggi è estremamente evoluto. La possibilità di gestire i palinsesti della programmazione trasmessa sugli schermi consente di tenere conto di diverse variabili e di tarare la comunicazione in base ai diversi piani di comunicazione, agli orari e ai flussi dei potenziali visitatori, alla stagionalità o alle eccezioni. E proprio sul digital signage si concentrerà parte dei nostri prossimi investimenti.

Gli altri investimenti invece?

Continueremo sulla strada dello sviluppo e implementazione di piattaforme integrate di comunicazione, affinando la nostra offerta pay per use. Oggi sempre più aziende chiedono di pagare per ciò che usano e questo garantisce qualità di servizio – perché se il servizio non va, il cliente non rinnova l’abbonamento – ma rappresenta anche una manifestazione di fiducia verso il cliente da parte del provider.

Promelit è una delle aziende leader nel settore della Unified Communication: la vostra soluzione di punta è SmartiCloud, come funziona?

Promelit ha sviluppato con Ericsson LG una piattaforma di telefonia in cloud, facile da installare e gestire. Dopo la configurazione iniziale, il cliente ha accesso a una piattaforma di programmazione dal quale può gestire tutto il traffico telefonico. La web app permette al team IT dell’azienda di creare ambienti personalizzati per ciascun utente, con diversi livelli di accesso e funzionalità. Gli utenti potranno comunque usufruire di tutti i servizi telefonici offerti dai centralini tradizionali e forse più. Hot Desk, Mobile Extension, postazione su PC, Contact Center, Rubriche centralizzate: tutto disponibile in cloud, senza bisogno di installare l’infrastruttura presso la propria azienda. A queste funzionalità si aggiungono gli strumenti di Collaboration, che permettono la collaborazione real-time, anche a distanza. Indipendentemente dall’approccio adottato (lavoro in presenza, da remoto o ibrido), non ci sarà quindi alcun disagio o interruzione del servizio ai clienti. Inoltre il controllo remoto garantisce assistenza e operatività H24

Perché le imprese dovrebbero ricorrere a soluzioni di questo tipo? Quali sono i vantaggi?

Le soluzioni in cloud hanno bisogno di hardware minimo rispetto ai centralini tradizionali. Questo abbassa il costo dell’investimento e rende la tecnologia accessibile anche alle piccole e medie imprese. Inoltre, la possibilità di aggiungere e rimuovere utenze e funzionalità, con pochi click, permette all’azienda di pagare soltanto per i servizi di cui ha effettivamente bisogno. Al tempo stesso, i clienti Promelit avranno a disposizione un servizio sempre aggiornato. L’aggiornamento costante di hardware e software garantisce anche la sicurezza del centralino. Promelit comprende le preoccupazioni delle imprese legate alla gestione off-site dei propri dati. Per questo, i sistemi sono monitorati contro frodi e attacchi h24, 7 giorni su 7. In aggiunta, c’è la possibilità di impostare diversi livelli di accesso al servizio consente all’impresa di stabilire quali dati condividere e con quali collaboratori. Tutto questo è quello che ha fatto Promelit negli ultimi 40 anni e si ripromette di continuare nella sua politica di innovazione anche nei prossimi 40.

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