ULTRABROADBAND

Open Fiber, Rossetti: “1,7 miliardi di investimenti per digitalizzare il Sud”

L’amministratore delegato dell’operatore wholesale: “Nelle sole regioni merdionali a oggi già raggiunte tre milioni di unità immobiliari, anche nei borghi meno popolati. Creiamo i presupposti per lo sviluppo di smart cities e smart road”

18 Lug 2022

A. S.

rossetti open fiber

Il progetto di digitalizzazione dell’Italia meridionale è uno dei cardini dell’azione di Open Fiber, operatore wholesale only della fibra Ftth. A confermarlo durante il suo intervento all’evento “La ripartenza”, al teatro Petruzzelli di Bari, è l’amministratore delegato della società, Mario Rossetti: “Open Fiber è fortemente impegnata al Sud col suo progetto di digitalizzazione – sottolinea Rossetti – Nel Mezzogiorno abbiamo investito 800 milioni di euro, somma che raddoppierà con il completamento delle aree nere, l’integrazione delle aree bianche e lo sviluppo delle aree grigie, quest’ultimo grazie all’aggiudicazione dei lotti del Piano Italia a 1 Giga di Puglia, Campania e Sicilia”.

“Oggi contiamo nelle sole regioni meridionali oltre 3 milioni di unità immobiliari già raggiunte dalla rete integralmente in fibra ottica – ricorda l’amministratore dlelgato di Open FIber – sia nelle principali città che nei borghi meno popolati. Una spinta propulsiva al progetto Open Fiber viene proprio dal Sud. Bari è un’esperienza esemplare – prosegue – La città è infatti coperta dalla fibra ottica quasi nella sua interezza. Risultati in linea a Napoli, Palermo e Catania, dove i tassi di penetrazione della rete ultrabroadband sono di gran lunga superiori alla media italiana”.

L’investimento complessivo di Open Fiber per il Mezzogiorno ammonta a circa 1,7 miliardi – conclude Mario Rossetti – Lavorando in sinergia con tutti gli attori coinvolti nella transizione digitale e altri operatori infrastrutturali, stiamo creando i presupposti per lo sviluppo di smart cities e smart road. Il nostro obiettivo è realizzare ‘città intelligenti e borghi connessi, restituendo al Sud un ruolo di primissimo piano anche sul piano tecnologico per attrarre nuovi investimenti e nuove professionalità”.

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