LA LETTERA

Recovery Fund, appello di Altroconsumo alla Ue: “Risorse vadano all’Ftth”

L’associazione, insieme ad Eurconsumers, scrive alla Commissione: “Priorità al superamento del digital divide”

13 Ott 2020

F. Me.

ST000688

Le risorse del Recovery Fund all’Ftth. L’appello arriva da Altroconsumo ed Eurconconsumers in una lettera inviata alla Commissione europea in cui si evidenziano anche i rischi legate all’operazione rete unica i  Italia.

Secondo l’associazione dei consumatori è necessario che “i fondi pubblici europei (cd. Recovery Fund) eventualmente investiti in questa operazione, siano utilizzati esclusivamente a tale scopo e non per coprire i debiti delle società partecipanti alla newco”.

“Quanto sopra è di fondamentale importanza per la tutela dei consumatori nel caso in cui questa operazione venisse completata e autorizzata – si legge nella missiva – Inoltre, in Italia c’è anche un importante dibattito sul ritorno dello Stato nel mercato delle telecomunicazioni: se da un lato questo tema è molto delicato dal punto di vista economico e politico, per i consumatori le questioni reali e importanti sono però quelle della governance della Rete Unica e del raggiungimento degli obiettivi di connettività ultrabroadband”.

L’emergenza Covid ha fatto emergere punti di forza e di debolezza del settore italiano delle telecomunicazioni: mentre le dorsali Internet hanno dimostrato di poter sostenere efficacemente l’intensa crescita del traffico dati, “sono invece emerse debolezze a livello dell’ultimo miglio, con famiglie e lavoratori che hanno riscontrato difficoltà ad essere adeguatamente connessi durante il periodo di emergenza. Per questo motivo, l’operazione della Rete Unica deve essere esaminata con attenzione e non deve causare ulteriori ritardi alla rapida diffusione della connessione ultrabroadband in Italia”.

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Focus anche sulla concorrenza. “Dal punto di vista concorrenziale, siamo di fronte a una situazione eccezionale: rinunciare a questo breve periodo di concorrenza per tornare a una rete di accesso quasi monopolistica potrebbe essere dannoso per il mercato, con i consumatori e le imprese italiane che finirebbero col pagarne il prezzo, e le cui legittime aspettative per una connettività ultrabroadband sarebbero definitivamente frustrate. Inoltre, l’operazione in questione potrebbe creare un pericoloso precedente per altri Paesi europei, nei quali il ritorno al monopolio di rete potrebbe essere auspicato in modo simile all’Italia, e quindi comportare gravi rischi per i consumatori europei in generale”. Le associazioni non sono dunque contrarie alla creazione della rete unica ma chiedono alla Commissione Europea di utilizzare i propri poteri antitrust per assicurare che essa operi in modo neutrale e non discriminatorio, trattando i provider in modo paritario. “Particolare attenzione dovrebbe essere prestata al rischio che Tim mantenga il controllo su AccessCo, la società risultante dalla fusione, in quanto l’esistenza di legami verticali tra la Rete Unica e un operatore retail dominante (Tim) sarebbe in contraddizione con i principi fondamentali della concorrenza”.

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