Rete unica Tlc, Cdp esce allo scoperto: “Non c’è alternativa a progetto Tim-Open Fiber” - CorCom

L'INTERVISTA

Rete unica Tlc, Cdp esce allo scoperto: “Non c’è alternativa a progetto Tim-Open Fiber”

Il presidente di Cassa depositi e prestiti Gorno Tempini: “Fare in fretta, tra due anni le possibili sinergie è facile che siano meno rilevanti”. Rimbalza il titolo Tim a Piazza Affari nella prima seduta del 2022: le quotazioni salgono del 2,8% a 0,446 euro

03 Gen 2022

Mila Fiordalisi

Direttore

La banda larga è al centro delle attenzioni e crediamo che l’avvento del Pnrr, dove il digitale è uno degli aspetti chiave, renda oggi ancora più importante il disegno di una rete unica, senza duplicazioni di investimenti”. Il presidente di Cassa depositi e prestiti Giovanni Gorno Tempini, in un’intervista al Sole 24 Ore, esce allo scoperto sul delicato dossier della rete unica che si è impantanato da tempo e rende palese la posizione di Cdp – primo azionista di Open Fiber con il 60% (il restante 40% è in capo al fondo australiano Macquaire) non ché azionista forte di Tim con quasi il 10%.

Il progetto di rete unica torna dunque alla ribalta – e non potrebbe essere altrimenti considerata la manifestazione di interesse presentata dal fondo americano Kkr per rilevare la maggioranza di Tim, operazione che con tutta evidenza prelude a un cambio di passo sul progetto di newco – e Gorno Tempini ha anche evidenziato la necessità di accelerare sul progetto: “Non c’è alternativa (a un accordo tra Tim e Open Fiber, ndr) e c’è la necessità di fare in fretta. Tra due anni le possibili sinergie di investimenti e progetti è facile che siano meno rilevanti di quello che sono oggi”.

L’annuncio di Gorno Tempini ha fatto rimbalzare il titolo Tim a Piazza Affari nella prima seduta del 2022: le quotazioni salgono del 2,8% a 0,446 euro.

Nell’intervista Gorno Tempini ha anche fatto il punto sul nuovo piano strategico di Cdp “che attiverà 128 miliardi di investimenti e punta a riformare più che a rivoluzionare il ruolo e l’azione di Cassa, che è stata da sempre quella di intervenire in situazioni di emergenza, come abbiamo fatto anche durante la pandemia”. Si valuterà “come e dove intervenire sulla base della qualità dell’impatto della nostra azione, che dovrà essere capillare e pervasiva”. Si innesterà anche “l’analisi del contenuto strategico delle iniziative proposte. Penso alla transizione digitale o a quella energetica. Nel caso del Pnrr c’è molto altro, ma ritengo improbabile un intervento a sostegno di imprese che non si muovano in queste due direzioni”.

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