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Rete unica Tlc, Vivendi: “Proprietà non è importante, siamo a punto di svolta”

Al Meeting di Rimini il ceo Arnaud de Puyfontaine: “Come azionisti creeremo le giuste condizioni e un ambiente favorevole con i politici e gli azionisti per portare avanti le cose”. Resta in piedi l’ipotesi Opa da parte di Cassa depositi per il controllo di Tim

24 Ago 2022

Mila Fiordalisi

Direttore

Arnaud-de-puyfontaine

La rete unica s’ha da fare. E non importa se a controllo pubblico o privato. Dal palco del Meeting di Rimini Arnaud de Puyfontaine, ceo di Vivendi – primo azionista di Tim con una quota del 23,75% – dice la sua in merito al progetto di cui si discute da mesi e che rappresenta il clou del nuovo piano industriale 2022-2024.

Rete unica un must per digitalizzazione Italia

“Sin dall’inizio del nostro lungo viaggio come azionisti di Telecom Italia sono sempre stato convinto che questa infrastruttura sia necessaria, è un must per accelerare la digitalizzazione del Paese. In Italia non c’è mai stata una rete unica, quindi adesso Tim può essere nella posizione di leader per la creazione dello scheletro dell’infrastruttura delle telecomunicazioni, per accelerare la velocità della banda larga extra-veloce”.

Vivendi resterà l’azionista numero uno?

Nel ribadire che “Vivendi vuole essere un investitore a lungo termine, perché prima di tutto siamo un’azienda che si occupa di media, intrattenimento e opera a livello globale” e che “avere le giuste infrastrutture è importante per la distribuzione di film e contenuti con infrastrutture adeguate” de Puyfontaine ha sottolineato che “la cosa importante non è chi sarà il proprietario, ma qual è l’obiettivo di questa rete e come ci permetterà di accelerare la digitalizzazione e la banda ultra larga a vantaggio dei cittadini e delle imprese italiane”.

Dopo molti anni siamo a un punto di svolta – ha aggiunto il ceo di Vivendi – e vogliamo essere proattivi nella realizzazione delle rete unica in Italia e stiamo facendo il possibile perché avvenga. Quello che faremo è creare le giuste condizioni e un ambiente favorevole con i politici e gli azionisti per portare avanti le cose”.

La sfida del metaverso

Secondo il manager l’infrastruttura a banda ultralarga sarà fondamentale anche per le nuove sfide digitali a partire da quella del metaverso ma serviranno regole ad hoc a garanzia dei dati e della privacy. “Due mesi fa abbiamo acquistato una piattaforma per creare show digitali nel nuovo mondo virtuale, ma vanno definite regole rigorose per essere in controllo con gli esseri umani. E ci vuole trasparenza, per il controllo dei dati. Italia e Francia sono coinvolti nei negoziati con Twitter, Fb, Google. Va posto l’uomo al centro nel mondo digitale, devono essere queste le nuove regole”.

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