PIANO BUL

Banda ultralarga, via alla mappatura nazionale delle reti di backhaul

Infratel avvia la consultazione. Obiettivo: conoscere se i punti di raccolta esistenti, o pianificati entro il 2026, dispongano di infrastrutture in grado di trasportare il traffico offerto dagli utenti. I riscontri entro il 31 gennaio 2024

Pubblicato il 19 Dic 2023

Domenico Aliperto

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È stato pubblicato sul sito istituzionale di Infratel Italia e sulla piattaforma Bul – nella sezione dedicata alle consultazioni – l’avviso di avvio della mappatura delle reti di backhaul. Infratel Italia, su incarico del Governo, svolgerà dunque l’attività di aggiornamento in linea con quanto previsto ai paragrafi 67 e 68 dei nuovi “Orientamenti comunitari in materia di aiuti di Stato a favore delle reti a banda larga”.

Via alla mappatura dell’infrastruttura

La mappatura è il primo passo per la definizione di futuri interventi pubblici per le reti di backhaul in attuazione alla “Strategia italiana per la banda ultralarga 2023-2026”, approvata il 6 luglio 2023 dal Comitato Interministeriale per la transizione digitale.

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L’iniziativa ha lo scopo di conoscere se i punti di raccolta della rete fissa di accesso esistenti, o pianificati entro il 2026, dispongono di rete di backhaul in grado di trasportare il traffico offerto dagli utenti.

Gli operatori interessati dovranno seguire tutte le indicazioni contenute nell’avviso riportato nella sezione ‘Consultazioni’ del sito istituzionale di Infratel Italia e del sito bandaultralarga.italia.it. I dati dovranno essere trasmessi dagli operatori entro il termine del 31 gennaio 2024.

Il piano Bul

Il piano strategico Banda Ultralarga ha l’obiettivo di sviluppare una rete in banda ultralarga sull’intero territorio nazionale per creare un’infrastruttura pubblica di telecomunicazioni coerente con gli obiettivi dell’Agenda Digitale Europea. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy attua le misure definite per la strategia nazionale anche attraverso la sua società in house Infratel Italia, la cui mission consiste nel curare i programmi di infrastrutturazione del Paese, in particolare con riferimento allo sviluppo della rete di banda ultralarga e dei servizi pubblici di connessione Wi-Fi nella cornice della Strategia Italiana per la banda ultralarga, che punta a ridurre il gap infrastrutturale e di mercato esistente in alcune aree del Paese attraverso la creazione di condizioni più favorevoli allo sviluppo integrato delle infrastrutture di telecomunicazione fisse e mobili.

L’intervento pubblico, in tali aree, è ritenuto necessario per correggere disuguaglianze sociali e geografiche generate dall’assenza di iniziativa privata da parte delle imprese e consentire, pertanto, una maggiore coesione sociale e territoriale mediante l’accesso ai mezzi di comunicazione tramite la rete a banda ultralarga.

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