BANDA ULTRALARGA

Tim-Open Fiber, l’accordo si farà. Nessun attrito con Kkr e nessun retroscena

Secondo quanto risulta a CorCom l’intesa commerciale dovrebbe essere finalizzata già la prossima settimana. Al vaglio gli ultimi dettagli. Il dossier rete unica sganciato dalla partita: si parte con l’accesso alle infrastrutture, poi si vedrà. A Telco per l’Italia il 3 maggio il punto sui piani di investimento e la roadmap degli operatori

28 Apr 2022

Mila Fiordalisi

Direttore

Nessuno stop da parte di Kkr. Né tantomeno un rinvio delle tempistiche di là da venire per valutare il dossier rete unica. Fra Tim e Open Fiber l’accordo commerciale si farà e secondo quanto risulta a CorCom l’intesa dovrebbe essere finalizzata già la prossima settimana.

Stando a quanto scrive Il Messaggero il fondo americano avrebbe “bloccato” l’accordo per una “divergenza di oltre 100 milioni” e, inoltre, vorrebbe rimandare il tutto collegando l’intesa stessa alla partita della rete unica. Ma secondo quanto risulta a CorCom il cda di Fibercop di due giorni fa non avrebbe portato al tavolo nessuna delle due questioni.

Quel che risulta è che si procede sull’intesa di natura commerciale che consentirà a Open Fiber di accedere alle infrastrutture di Fibercop (la wholesale company di Tim in cui Kkr detiene una quota del 37,5%) anche tenendo conto del fatto che l’uscita di scena di Enel in qualità di azionista (il 50% è stato ceduto con la discesa in campo di Macquaire con una quota del 40% al fianco di Cdp salita al 60%) comporta inevitabilmente il mancato accesso alle infrastrutture della energy company – palificazioni e servizi immobiliari e di edificio– per la realizzazione delle reti in fibra nelle aree bianche.

Quel che risulta a CorCom è che si stia lavorando per affinare le questioni tecniche ed economiche ed arrivare a una stretta nei prossimi giorni: la natura delle trattative è strettamente di tipo “business” quindi non legata alla partita della manifestazione di interesse presentata da Kkr a Tim finita in un nulla di fatto. Né ci sarebbero collegamenti di sorta con il dossier rete unica anche perché la newco Tim-Open Fiber necessiterebbe comunque di tempi lunghi per la finalizzazione. L’obiettivo è arrivare a un protocollo di intesa entro il 30 aprile, come annunciato dalla stessa Tim a inizio mese. “Tim, su richiesta della Consob, precisa di aver firmato un accordo di riservatezza con Cdp Equity al fine di avviare interlocuzioni preliminari riguardanti l’eventuale integrazione della rete di Tim con la rete di Open Fiber, di cui Cdp Equity detiene il 60% del capitale sociale – comunicava la telco in una nota datata 2 aprile –L’accordo è funzionale ad avviare negoziazioni con l’obiettivo di addivenire alla stipulazione indicativamente entro il 30 aprile di un protocollo di intesa (memorandum of understanding) volto a definire gli obiettivi, il perimetro, la struttura e i principali criteri e parametri di valutazione relativi al progetto di integrazione”.

Intanto in casa Tim continua la riorganizzazione delle risorse: Stefano Grassi, Security Executive Vice President, Presidente di Telsy e consigliere di amministrazione del Cda di Sparkle, lascerà il Gruppo per intraprendere un nuovo percorso manageriale.

Tim e Open Fiber a Telco per l’Italia il 3 maggio

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In crescita gli investimenti per le nuove reti, quali i piani degli operatori per chiudere i gap? Dalle città ai piccoli comuni passando per i distretti e le aree periferiche. Ma bisognerà fare i conti con burocrazia, norme inadeguate, personale insufficiente. Come sciogliere i nodi? Fra i relatori di Telco per l’Italia, Francesco Castelli, Responsabile Regulatory Strategy & Equivalence di Tim e Francesco Nonno, Responsabile Regolamentazione di Open Fiber.

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