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Bernabè: “Meno regole e meno tasse per spingere investimenti in nuove reti”

Il presidente esecutivo di Telecom Italia punta il dito contro l’eccessiva regolazione a carico delle telco e le continue “interferenze” da parte della politica e delle istituzioni. E dice no alla proposta della Kroes di abbattere i costi di accesso alle reti in rame: “Dannoso per sviluppo della fibra”

03 Ott 2011

"L'eccesso di regolamentazione sta danneggiando gli
investimenti ed è controproducente anche per i consumatori".
Lo ha detto Franco Bernabè, presidente esecutivo di Telecom Italia
intervenendo al "Digital Agenda Summit" organizzato a
Bruxelles dall'Etno.

"Non può essere la politica a dettare le modalità degli
investimenti delle società di Tlc che conoscono molto bene le
esigenze dei loro clienti e faranno di tutto per soddisfarle – ha
detto Bernabè -. E' assurdo che la scelta delle architetture
di rete più idonee sia demandata alle istituzioni e non agli
operatori". 

Secondo Bernabè "bisogna tornare ai fondamentali" ossia
"è necessario e capire quello di cui le tlc hanno realmente
bisogno per svilupparsi e tornare ad essere il motore di crescita
di tutte le economie". Per mettere in moto la
"macchina" Bernabè chiede che si proceda velocemente
nell'implementazione degli 11 punti sui quali tutta
l'industria delle telecomunicazioni aveva espresso il proprio
consenso (in occasione del Ceo Round Table di luglio convocato dal
commissario alla Digital Agenda Neelie Kroes).

"E' inutile e controproducente sprecare tempo prezioso in
nuovi test di mercato che non potranno cambiare il quadro emerso
allora. L'Europa, per uscire dalla crisi, ha bisogno di
muoversi rapidamente per rilanciare gli investimenti, creando un
cotesto con meno regolamentazione e meno tasse.  Ma stiamo andando
esattamente nella direzione opposta come dimostra la recente gara
per l'assegnazione delle frequenze in Italia, con un esborso
per gli operatori di quasi 4 miliardi di euro per delle frequenze
che non saranno disponibili che tra 18 mesi".

Riguardo alla proposta del commissario Kroes di procedere con un
abbattimento dei costi dell'accesso alla rete in rame, Bernabè
ritiene che "non è la via corretta". "Non favorisce
gli investimenti in fibra e, anzi, può portare all'effetto
opposto perché riducendo i ricavi delle società diminuiscono le
risorse per effettuare i forti investimenti necessari per lo
sviluppo delle reti in fibra".

"Per favorire sviluppo e investimenti servono – ha ribadito
Bernabè – meno regolamentazione e meno tasse".