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CAPRI 2014

Bisio: “Noi facciamo la nostra parte, serve orizzonte industriale condiviso di lungo periodo”

L’Ad di Vodafone Italia: “Per essere all’altezza della rivoluzione digitale ci vuole senso di responsabilità nel far accadere le cose. C’è bisogno di un progetto vero per la digitalizzazione”. Basta con la guerra dei prezzi: “Policy pro-competitiva non paga nel lungo periodo, puntare sulla qualità”

03 Ott 2014

Mila Fiordalisi

“Per essere all’altezza delle opportunità che ci sono offerte dal diluvio di dati dobbiamo avere senso di responsabilità. Stiamo facendo la nostra parte investendo ingenti risorse nonostante un ritorno stimato in 8-10 anni. Ma da soli non possiamo farcela. Serve condividere l’orizzonte industriale di lungo termine e ci vuole un piano vero per la digitalizzazione”. Lo ha detto l’Ad di Vodafone Italia Aldo Bisio in occasione della convention di Between a Capri.

“Il settore delle tlc sta attraversando e ha attraversato una fase molto delicata e agli attuali livelli di offerta non si riescono a ripagare i costi del capitale né si possono fare nuovi investimenti. Il settore deve prendersi le sue responsabilità: ha utilizzato negli ultimi anni il linguaggio del prezzo che ha ‘commodizzato’ il settore, con grande soddisfazione per i consumatori – sono stati trasferiti 3 miliardi di ebitda nelle tasche dei consumatori – ma c’è da chiedersi se questa policy pro-competitiva sia stata davvero vantaggiosa in logica di lungo termine”, ha detto Bisio.

Il numero uno della società ha ricordato che nell’ambito del piano Spring all’Italia sono stati destinati 3,5 miliardi di euro in due anni “più del doppio del nostro passo di investimenti usuale degli ultimi 4-5 anni” “Ma lo facciamo perché crediamo che ci sarà grande domanda di digitalizzazione e crediamo che l’offerta sia un elemento abilitante per la generazione della domanda”.

Secondo Bisio da una parte “si assiste alla proliferazione delle tecnologie” dall’altra “le reti saranno fattore abilitante”. “Il consumo di dati di qui al 2018 crescerà di 10 volte. Il tema quantitativo è dunque importante, ma bisogna concentrarsi anche sull’aspetto qualitativo. Dobbiamo andare al di là della logica della connettività”. Due i fronti aperti per Vodafone Italia, quello delle aziende e quello dei consumatori. “Le aziende oggi per Vodafone rappresentano il 30% dei ricavi. Vantiamo un portafolio applicativo fra i più ampi e su questo punteremo per dare slancio alla produttività delle aziende specialmente le pmi aiutandole nell’accesso alla distribuzione digitale e alla semplificazione delle filiere logistiche”.

Dall’altra parte i consumatori: “Abbiamo comprato Cobra per 150 milioni. Siamo numeri uno su M2m, avanti ad At&T. Attraverso Cobra siamo leader mondiali nell’automotive e telematics services. Siamo interessati non al traffico ma al servizio. Vogliamo estenderci alle smart home e health services. Ma per fare questo abbiamo bisogno di policy pro-investimento per accelerare e abbiamo bisogno di semplificare. Non può più valere la logica dei contenziosi. Abbiamo a che fare con 8.100 regolamenti comunali, più i vincoli delle sovrintendente e siamo in attesa di decreti attuativi da 19 mesi. Alcune proposte che abbiamo fatto vanno nel segno della semplificazione. Semplificazione degli oneri per gli scavi, catasto unico degli impianti e decreti attuativi subito”.

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