L'OPERAZIONE

Blackberry, Lazaridis e Fregin pronti per il takeover

I due co-fondatori, che già detengono l’8% dell’azienda, starebbero valutando l’acquisizione della company e si preparerebbero a fare un’offerta in “concorrenza” con quella da 4,7 miliardi dell’azionista di maggioranza Fairfax Financial

Pubblicato il 11 Ott 2013

Patrizia Licata

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Mike Lazaridis e Douglas Fregin sarebbero pronti a fare un’offerta congiunta e comprare Blackberry, il produttore di smartphone che hanno fondato nel 1984. I due imprenditori canadesi hanno rivelato di avere in mano già l’8% della società in un documento presentato alla Securities and exchange commission americana e hanno assunto dei consulenti con cui stanno valutando il takeover dell’intero gruppo.

Come noto, Blackberry è al centro da diverse settimane di una serie di operazioni e speculazioni di mercato sul proprio futuro. Lo scorso mese l’azienda ha dato il suo ok all’acquisizione da parte del suo maggiore azionista, la Fairfax Financial, per 4,7 miliardi di dollari. La Fairfax detiene quasi il 10% della compagnia; tuttavia l’offerta della Fairfax deve ancora superare la due diligence e ottenere l’approvazione definitiva del board.

I consulenti dei due co-fondatori di Blackberry nel loro eventuale takeover della società sono Goldman Sachs e Centerview Partners. Già qualche giorno fa i media statunitensi avevano scritto che Lazaridis stava trattando con gruppi del private equity per presentare un’offerta per Blackberry. Lazaridis è stato co-Ceo di Blackberry fino a inizio 2012 ed è uscito dal Cda del gruppo a maggio 2013. Fregin ha lavorato come vice president of operations di Blackberry, finché non è andato in pensione nel 2007.

I due imprenditori hanno dichiarato nei documenti presentati alla Sec che la loro offerta congiunta avrebbe l’obiettivo di “stabilizzare e reinventare l’azienda sulla base di un progetto” da loro sviluppato.

Lazaridis e Fregin si mettono così in concorrenza con l’offerta di Fairfax, ma gli analisti continuano ad avere dubbi sulle possibilità che, in entrambe queste operazioni, sia possibile reperire i fondi necessari per rilevare Blackberry: “Ecco una transazione che non ha senso esattamente come quella di Fairfax”, afferma l’esperta di gestione del rischio di Bank of Nova Scotia Catharine Sterritt. “Non è chiaro come né Fairfax né i due co-fondatori possano mettere insieme i soldi necessari”. In effetti, Fairfax ha tempo solo fino al 4 novembre per chiudere il suo accordo ma non ha ancora trovato partner per sostenere la sua proposta.

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