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QUESTION TIME

Bollette a 28 giorni, Calenda: “I contratti non si cambiano. Sanzioni alle porte”

Il ministro dello Sviluppo economico alla Camera: “Illegittimo per gli operatori modificare i contratti in corso se non per adeguare la periodicità di fatturazione. Ulteriori interventi non ammissibili né legittimi”. Ma resta in vigore modifica unilaterale con comunicazione al cliente. In vista indennizzo forfettario di 50 euro per utente

06 Dic 2017

A. S.

Il ministro per lo Sviluppo economico Carlo Calenda torna sul tema delle bollette a 28 giorni rispondendo alla camera al question time, e chiarisce le scelte del Governo, con la norma inserita nel decreto fiscale, il ruolo di Agcom e gli adempimenti che spetteranno agli operatori, sottolineando l’illegittimità della modifica dei contratti in corso se non per il mero l’adeguamento alla fatturazione mensile.

“Per quanto concerne la tutela dei consumatori che, a fronte della sottoscrizione di offerte favorevoli, potrebbero vedersi revocare in toto i contratti sottoscritti – spiega Calenda (qui il resoconto stenografico dell’intervento) – specifico che il contenuto testuale della norma approvata impone agli operatori esclusivamente l’adeguamento dei contratti limitatamente alla periodicità della fatturazione, senza incidere su altre condizioni sottoscritte tra le parti. Questo implica che ulteriori o diversi interventi sui contratti in corso, compresi quelli ipotizzati con riferimento al mutato quadro ordinamentale, non risultano ammissibili e tantomeno legittimi”.

Come ulteriore forma di tutela nei confronti dei consumatori, spiega il ministro, c’è anche “l’applicabilità della disciplina vigente secondo cui un’eventuale modificazione unilaterale dei contratti deve sempre essere adeguatamente e preventivamente comunicata al contraente affinché a quest’ultimo sia consentito di decidere consapevolmente se continuare o meno il rapporto contrattuale”.

Nel suo intervento in ministro ha anche ribadito il fatto che Agcom ha già avviato “l’approfondimento delle questioni relative all’implementazione della disciplina prevista, impegnandosi in particolare, nell’esame delle modalità di adeguamento alla disciplina stessa da parte degli operatori coinvolti, delle condotte poste in essere nel periodo compreso fino al termine previsto dalla normativa, delle informazioni circa i servizi offerti e le tariffe generali che gli operatori dovranno rendere agli utenti affinché questi ultimi possano compiere scelte informate”.

Quanto ai procedimenti sanzionatori, Calenda ha annunciato che l’autorità “ha avviato i procedimenti sanzionatori nei confronti degli operatori di telefonia che non hanno rispettato le disposizioni previste, che sono in via di definizione”.

“In caso di violazione, oltre alla cessazione della condotta – conclude il ministro – l’Autorità potrà ordinare il rimborso delle eventuali somme indebitamente percepite o comunque ingiustificatamente addebitate prevedendo un indennizzo forfetario pari a 50 euro, in favore di ciascun utente vittima della illegittima fatturazione, maggiorato di euro 1 per ogni giorno successivo alla scadenza del termine assegnato dall’Autorità, secondo quanto previsto dalla norma”.

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