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IL CASO

Bollette a 28 giorni, pressing di Agcom su Antitrust? Cardani: “Informazioni infondate”

Il presidente dell’Autorità per le Comunicazioni smentisce la notizia relativa al parere contrastante rispetto a quello del Garante della concorrenza. Secondo la Repubblica Agcom avrebbe “invocato clemenza” per le quattro telco sotto accusa che “avevano dubbi su come interpretare le norme”

16 Gen 2020

Mi Fio

“In relazione a notizie apparse sulla stampa di oggi, il Presidente Angelo Marcello Cardani esprime a nome dell’Autorità il suo rammarico per la pubblicazione di informazioni infondate prima che il parere fosse reso all’Antitrust”: inizia così la nota di smentita del presidente di Agcom a seguito della notizia, pubblicata dal quotidiano la Repubblica, relativa al parere dell’Auhority sul “caso” delle bollette a 28 giorni. Secondo la Repubblica Antitrust e Agcom non solo sarebbero disallineate in merito alla questione ma l’Agcom “invoca clemenza per le quattro società sotto accusa” -si legge nell’articolo – ossia Tim, Vodafone, Wind Tre e Fastweb alle quali l’Antitrust, si legge sempre nel pezzo, vorrebbe infliggere una multa non solo per aver allungato a 13 i mesi di fatturazione ma per aver “coordinato la loro strategia commerciale”, alias per aver fatto cartello.

Secondo l’articolo di Repubblica, Agcom nel parere che avrebbe già inviato all’Authority presieduta da Roberto Rustichelli, “ha espresso molti dubbi sull’impianto accusatorio dell’Antitrust” nonché “sdrammatizza i contatti che Tim, Vodafone, Wind Tre e Fastweb hanno certamente avuto mentre il Parlamento si preparava a imporre la fatturazione mensile ogni 12 volte l’anno”. E, addirittura, continua l’articolo “l’Agcom pensa che le quattro società avessero dei dubbi su come interpretare le norme in arrivo”. Affermazioni che hanno fatto saltare sulla sedia il presidente Cardani. “Le due Autorità si scambiano di norma pareri obbligatori ma non vincolanti – ha puntualizzato Cardani nella nota a seguito dell’articolo-. Si tratta di pareri tecnici fondati sulle proprie competenze e conoscenze, restando ovviamente salva l’autonomia e l’indipendenza di ognuna nell’esercizio dei poteri e delle differenti funzioni assegnate dalla legislazione”. “La relazione tra Agcom e Agcm è stata e continuerà ad essere improntata sulla leale collaborazione e fondata sul rispetto dell’indipendenza nell’obiettivo comune di tutelare l’interesse generale”.

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