Questo sito utilizza cookie per raccogliere informazioni sull'utilizzo. Cliccando su questo banner o navigando il sito, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la nostra cookie policy.OK

Boom di vendite per Htc trainata dagli Android

Da piccola società a leader dell’industria degli smartphone, la taiwanese dovrà però fronteggiare alcune sfide nel breve e lungo periodo: concorrenza più agguerrita, possibile carenza di componenti e saturazione sui mercati maturi

24 Gen 2011

Solo un anno fa la taiwanese Htc era un player relativamente minore
nell’industria mobile: una piccola società di tutto rispetto,
nota per aver prodotto il primo telefono Android, ma con vendite di
11 milioni di unità nel 2009, ovvero una frazione del leader di
mercato Nokia e metà di quelle dell’Apple iPhone. Nel corso del
2010, l’exploit della piccola taiwanese è stato però
sensazionale e oggi, come nota il Financial Times, Htc si è
imposta come uno dei vincitori nella gara degli smartphone, capace
di costringere rivali molto più grandi come Nokia ed Lg a
ripensare le loro strategie e rivoluzionare il management per
tenere il passo.

Htc ha venduto 25 milioni di cellulari l’anno scorso, mentre il
fatturato è cresciuto del 90% a 9,4 miliardi di dollari. Gli utili
sono balzati del 76% e le azioni hanno superato la performance
della Borsa di Taiwan del 158%. Intanto una campagna pubblicitaria
su scala globale, la prima nella storia dell'azienda asiatica,
ha aiutato a far conoscere ai consumatori di tutto il mondo il
brand Htc come player chiave nell’arena degli smartphone.

“Il 2010 è stato l’anno della svolta per noi”, riconosce il
chief executive Peter Chou. “Non siamo più una piccola società:
ora abbiamo la scala e la capacità di raggiungere velocemente il
mercato”. Il 2011 si annuncia altrettanto brillante: la
piattaforma Android di Google si avvia a diventare la più usata
per gli smartphone mentre il sistema Windows Phone 7 di Microsoft,
di cui Htc è uno dei principali sostenitori, ha ottenuto una buona
accoglienza. Perciò la taiwanese prevede per quest’anno un balzo
delle vendite del 146% (mentre le entrate cresceranno del 46%)
rispetto al 2010.

“Il boom degli smartphone è solo cominciato lo scorso anno e
proseguirà nel 2011”, secondo Chou. Ma nonostante queste
previsioni ottimistiche, analisti e investitori si chiedono se Htc
riuscirà a tenere il passo. Jasmine Lu, analista di Morgan
Stanley, ha abbassato il rating di Htc a “equalweight” perché
pensa che il “mercato possa sottovalutare le difficoltà che
potrebbero nascere da una scarsa disponibilità di componenti,
dall’intensificarsi della concorrenza sul segmento degli
smartphone di fascia alta e da un'eventuale saturazione sul
mercato dei sussidi”.

Gli analisti fanno anche notare che, dopo più di un anno in cui
Htc è stato il principale fornitore di cellulari Android, oggi non
è più il chiaro leader dei produttori di smartphone con sistema
Google: Samsung ha preso il suo posto nella seconda metà del 2010
come primo venditore di cellulari Android grazie al successo del
suo Galaxy S (10 milioni di unità vendute in sei mesi). La stessa
Samsung sarà probabilmente il produttore del prossimo Google
Nexus. Intanto Motorola e Lg stanno rapidamente chiudendo il gap
offrendo cellulari Android più accattivanti sia per design che
funzionalità.

Più ottimista Ck Cheng, analista di Clsa, secondo cui la crescita
dei telefoni Android resterà probabilmente più veloce del mercato
degli smartphone nel suo complesso: perciò, anche se Htc potrebbe
perdere terreno rispetto ad altri produttori di cellulari Android,
Cheng ritiene che la sempre più vasta popolarità degli smartphone
con sistema Google continuerà a trainare la crescita di Htc al di
sopra della media dell’industria.

Esiste tuttavia un problema nel lungo periodo: l’anno prossimo i
tassi di penetrazione in Europa e Stati Uniti si avvicineranno al
punto di saturazione (70-80%) e allora “i mercati emergenti
diventeranno il principale motore di crescita”, nota Cheng.
“Qui si porrà la vera difficoltà per Htc, che attualmente
posiziona i suoi prodotti sulla fascia alta”.