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IL PIANO

BT si focalizza sui mercati chiave: in ballo il taglio del 25% del personale

Il Ceo Philip Jansen vuole accelerare l’automazione dei processi di back-office e ottimizzare il management. Probabile la chiusura di alcune aree di business meno redditizie, mentre i rumors parlano di una riduzione del 25% della forza lavoro

28 Mar 2019

Antonio Dini

I tempi duri per il gruppo BT, il più grande operatore di telefonia britannico, non finiscono. L’azienda, che ha circa 100mila dipendenti e opera a livello globale in 180 paesi fornendo un insieme di prodotti e servizi sia per la clientela consumer che per quella aziendale, ha avviato un progetto di più profonda ristrutturazione sotto la guida del nuovo Ceo, Philip Jansen, per uscire dallo stato di crisi.

Una delle possibili strade che il Ceo sta considerando è quella di una ulteriore riduzione della forza lavoro, con un taglio che in cinque anni potrebbe arrivare a colpire il 25% dei lavoratori, riducendo i dipendenti a 75mila.

Ma, oltre ai licenziamenti ci sarebbero in ponte altre forme di ristrutturazione radicale, che passa attraverso meccanismi di automazione dei processi di back-office, la dismissione di alcune aree di business e una riorganizzazione dei processi manageriali e delle conseguenti responsabilità e posizioni.

Nonostante le indiscrezioni provengano da fonti, per quanto attendibili, anonime all’interno dell’azienda, Bloomberg ritiene che siano credibili e le interpreta come un chiaro segnale da parte del gruppo BT di voler andare oltre il piano precedentemente annunciato lo scorso maggio di voler tagliare “solo” 13mila posizioni lavorative in tre anni.

Il piano, la cui discussione era cominciata a gennaio, cioè prima dell’arrivo dell’attuale Ceo a febbraio, ha l’obiettivo di ridurre i costi annuali dell’azienda di svariate centinaia di milioni di euro, in aggiunta al risparmio pari a 1,75 miliardi di euro ottenuto con i tagli effettuati dal precedente Ceo, Gavin Patterson. Sinora, nel corso del 2018, BT ha operato circa un quarto dei tagli annunciati lo scorso anno.

In realtà le indiscrezioni, che sono state raccolte a Londra dove ha sede il gruppo. non verranno né confermate né smentite ancora per parecchi mesi. Infatti, non solo non sono previsti interventi pubblici sul tema da parte del nuovo Ceo, ma probabilmente si aspetterà maggio quando, durante la presentazione dei risultati annuali, il Ceo avrà l’occasione di articolare in una sede istituzionale la sua visione per il futuro dell’azienda e il piano strategico per attuarlo, tagli e licenziamenti inclusi.

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