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Calabrò: “La società della rete? In regola col Trattato Ue”

Il presidente dell’Agcom replica alle preoccupazioni del numero uno dell’Antitrust Catricalà, in merito ad un possibile allentamento della concorrenza in caso di società della rete con più operatori in campo

09 Dic 2009

"Il comma 3 dell'articolo 81 del Trattato Ue, prevede che
per le iniziative ad alta innovazione tecnologica ci sia una deroga
al divieto di intesa. E l'alta velocità di trasmissione mi
sembra proprio un'iniziativa ad alta innovazione
tecnologica". Il presidente dell'Autorità per le garanzie
nelle comunicazioni, Corrado Calabrò, ribatte al numero uno
dell'Antitrust, Antonio Catricalà, il quale nei giorni scorsi
h sollevato dubbi in merito alla concorrenza derivante
dall'intesa tra diversi operatori nella creazione di una
società della rete per la realizzazione della rete di nuova
generazione (Ngn).

"Mi preoccupa una società consortile tra operatori di
telecomunicazione che nasca con l’obiettivo di fare le reti di
nuova generazione", è l'opinione di Catricalà. "Gli
amministratori della società della rete devono essere
assolutamente indipendenti dal gestore, come avviene nel modello
Terna ma non nel Tub, il testo unico bancario. Ci devono essere
regole di governance chiare e la società della rete deve
guadagnare soltanto grazie alla vendita di traffico”.

Calabrò ha anche annunciato che una regione del Nord – senza
specificare quale – "sta per fare un esperimento interessante
in tema di banda larga".

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