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Canone Rai, consumatori all’attacco: “Rinviare scadenza per esenzioni”

L’Unione nazionale Consumatori: “Non ancora pubblicato il decreto Mise: ma così si viola lo statuto dei contribuenti che hanno diritto a 60 giorni dall’entrata in vigore dei provvedimenti di attuazione per presentare la dichiarazione”

12 Mag 2016

Antonello Salerno

E’ necessario spostare in avanti la scadenza per la presentazione delle autocertificazioni per l’esenzione dal canone Rai. A lanciare l’appello al Mise è l’Unione nazionale consumatori, denunciando il fatto che su chi sarà effettivamente chiamato a pagare il canone Rai nella sua nuova formula, quello del pagamento inserito nella bolletta elettrica, ci sono ancora troppe incertezze.

“Entro lunedì 26 maggio – sottolinea Massimiliano Dona, segretario dell’associazione – gli italiani che ne hanno i requisiti devono inviare la dichiarazione sostitutiva relativa al canone di abbonamento alla televisione per uso privato. Peccato che regni ancora il caos e migliaia di persone non abbiano ancora capito se devono farla oppure no“.

I consumatori – prosegue Dona – non sono ancora stati correttamente informati sull’autocertificazione da presentare all’Agenzia delle entrate. Non è stato ancora nemmeno pubblicato il decreto Mise che stabilisce i presupposti per la dichiarazione, ossia la definizione di cliente elettrico residente”.

Ma se da una parte è vero che il decreto del Mise non è ancora stato pubblicato, ed è in questo momento in dirittura d’arrivo per cui mancherebbe soltanto la formalità della firma, è anche vero che sul sito dell’Agenzia delle Entrate è già stato pubblicato da tempo il provvedimento del direttore che fissa le linee guida e le istruzioni per i consumatori, comprese le istruzioni sulle dichiarazioni di non possesso, su chi è tenuto a pagare e su chi ha diritto all’esenzione.

Sono violati i diritti del contribuente – conclude Dona – che avrebbe diritto a 60 giorni dall’entrata in vigore di tutti i provvedimenti di attuazione per presentare la dichiarazione. Invece, a 4 giorni dalla scadenza, ne manca ancora uno, quello del Mise”. A sostegno di questa posizione l’associazione cita l’articolo 3 della Legge n. 212/2000, il cosiddetto “Statuto del contribuente”, secondo cui le disposizioni tributarie non possono prevedere adempimenti a carico dei contribuenti la cui scadenza sia fissata anteriormente al sessantesimo giorno dalla data della loro entrata in vigore o dell’adozione dei provvedimenti di attuazione in esse espressamente previsti”.

A questo proposito, conclude l’associazione nazionale consumatori, “anche la definizione di cosa sia un televisore è entrata in vigore il 20 aprile, ossia ad appena 26 giorni dalla scadenza del 16 maggio”.

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