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L'INTERVENTO

Cardani: “La politica si interessi alle Tlc non solo quando ci sono urgenze”

Il presidente di Agcom: “Le regole attuali non sono più adatte”. E sulla questione dei limiti elettrosmog: “E’ ridicola”. L’analisi di mercato sull’accesso alla rete Tim pronta entro fine luglio. Non solo scorporo fra gli scenari

30 Mag 2019

Mila Fiordalisi

Direttore

La politica deve interessarsi alle Tlc non solo quando ci sono urgenze”: il presidente dell’Autorithy per le Comunicazioni Angelo Marcello Cardani ha colto l’occasione della presentazione della relazione annuale dell’Organo di vigilanza sulla parità di accesso alla rete Tim, per evidenziare le criticità sul cammino italiano alla vigilia della scadenza del mandato settennale dell’Autorità.

“Il settore delle telecomunicazioni è stato oggetto di una crescita tumultuosa che ha cambiato radicalmente la sua ragion d’essere e la sua struttura. I confini tra il settore delle telecomunicazioni e quelli ad esso collegati sono sempre più confusi, e le normative rilevanti devono essere rese in grado di reggere un comparto che ha avuto una divaricazione così ampia in termini di obiettivi e tecnologie”. Secondo Cardani “le regole attuali non sono più adatte”. “La rapidissima evoluzione tecnologica rende gli investimenti obsoleti in poco tempo: speriamo che la politica si renda conto di questo problema, e intervenga laddove possibile”.

Il presidente è intervenuto anche sulla questione dei limiti elettromagnetici tornata alla ribalta con il 5G: “E’ una questione ridicola”, ha detto ricordando che l’Italia ha restrizioni stringenti che non hanno pari in Europa e che dunque ci sono già ampie garanzie e nessun altro margine di azione a meno di non voler mettere a rischio lo sviluppo della quinta generazione mobile.

In occasione della presentazione della relazione dell’Odv Cardani ha anche annunciato che “l’analisi di mercato sull’accesso alla rete di Tim che l’Autorità garante per le comunicazioni sta mettendo a punto avrà due scenari e sarà pronta entro fine luglio”. Uno scenario prevede la separazione della rete, l’altro considera la situazione attuale, “rebus sic stantibus”, ha detto il presidente auspicando che “qualunque sia la decisione di Tim, che è un’azienda privata, il nostro lavoro non sia da buttar via”.

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