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TELECOM ITALIA

Cardani: “Scorporo? Per ora basta l’equivalence of output”

Il presidente Agcom: “Il modello adottato finora funziona: ma è migliorabile secondo indicazioni dell’Odv”

25 Mar 2014

m.s.

Per il momento, per garantire la parità di accesso degli operatori alternativi alla rete di Telecom Italia, basta l’equivalence of output, da migliorare secondo le indicazioni del presidente dell’Autorità di vigilanza sulla rete. E’ la posizione del presidente dell’Agcom, Angelo Cardani, che ha risposto sullo scongelamento del progetto di scorporo della rete di Telecom da parte del Governo, come indicato da alcune indiscrezioni.

“Per il momento – ha aggiunto Cardani riferendosi all’equivalence of output – funziona; invece di aspettare un futuro magnifico accontentiamoci di far funzionare il presente, ma non significa abbandonare il futuro magnifico. Una cosa non esclude l’altra”.

Cardani torna così sul tema già affrontato nel corso della Relazione dell’Organo di Vigilanza sulla parità di accesso. “Per il momento occupiamoci di equivalence of the output, di affinare l’attuale sistema, non è il momento di passare al controllo basato sull’equivalence of input”, aveva sollecitato il presidente Agcom facendo presente che il passaggio alla equivalence degli input “in Gran Bretagna ha richiesto 7 anni per essere messo a punto e quindi è meglio incominciare prima possibile”.

Nell’attuale sistema il controllo della parità di accesso garantita da Telecom Italia agli operatori concorrenti viene svolto utilizzando indicatori di performance e di obiettivo. Di fatto c’è un controllo a posteriori che l’Organismo svolge sull’imparzialità nella tempistica e sulle modalità con cui Open Access serve i concorrenti e la divisione mercato di Telecom Italia. Inoltre l’Organo, su segnalazione degli operatori, svolge istruttorie proprie ad esempio in caso di rifiuto da parte di Telecom di un allaccio o della messa a disposizione di linee all’ingrosso alle altre compagnie telefoniche.

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