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IL CASO

Censimento Istat a rischio, pesa il digital divide nelle aree montane

La denuncia di Uncem: “Tablet ai Comuni ma non c’è segnale mobile”. Tim il provider: “Siamo a lavoro per identificare quali sono le zone interessate”. Malfunzionamenti anche per il portale di riferimento dell’istituto: in tilt per sovraccarico di informazioni

12 Ott 2018

F. Me

Censimento Istat a rischio nelle comunità montane a causa del digital divide. L’allarme lo lancia Uncem riportando le segnalazioni dei sindaci di diverse aree montane italiane.

“Il censimento messo in campo da Istat con i tablet inviati a tutti i Comuni rischia di essere messo in crisi dalla copertura di Tim, unico operatore scelto, assente in troppe aree montane. Troppe valli scoperte – lamenta l’associazione – E così i rilevatori sono costretti a viaggi doppi su e giù per le valli. Senza certezza del risultato”.

Tra le aree più in difficoltà quelle del cuneese: Valgrana, Oncino, Crissolo, Stroppo, Marmora, Brondello, Pontechianale, Acceglio e Canosio.

E oltre a problemi di copertura anche la piattaforma di riferimento funziona male. Il Servizio Geologico d’Italia (Sgi) va spesso in tilt per un sovraccarico di utenti collegati. “È stato scelto Tim come unico operatore telefonico. La problematica è dovuta a un disservizio sul portale. Stiamo lavorando perché rientri il prima possibile, ci scusiamo per il disagio”, è stata la risposta dell’Istat.

La soluzione – risulta a CorCom- sarebbe quella di permettere di inserire i dati  sull’Sgi anche quando non si è connessi, evitando ai rilevatori di doversi spostare continuamente verso zone più coperte e, allo stesso tempo, evitare sovraccarichi di dati. I tecnici di Istat starebbero lavorando proprio a questo.

Contattata da CorCom, Tim ha fatto sapere che sta lavorando per capire in quali aree si sono riscontrati problemi e valutare come e se è possibile intervenire.

“E’ un problema storico e strutturale, lo sappiamo – dice a CorCom, Marco Bussone presidente di Uncem – Troppe zone avrebbero bisogno di ripetitori mentre lo scarso numero di utenti portare le telco a non investire lì”.

E Bussone ci va giù duro anche con Istat. “Doveva pensarci prima. E risolvere il problema trattando con i player delle telecomunicazioni. Doveva sapere che Tim nelle valli non prende, doveva parlarne con le Associazioni degli Enti locali per capire come gestire il problema. Invece, Istat ha agito come sempre da solo, senza coinvolgere i Comuni e Uncem”.

Uncem chiede un’immediata revisione della strategia. “Dopo Dazn che mostra la lentezza della rete internet che non permette di vedere la partita di calcio, arriva Istat a scoprire che le valli non hanno copertura – dice Bussone – Ci avessero ascoltati anni fa e ieri, non saremmo a questo punto. Invece troppi soggetti ignorano la complessità del Paese e la fragilità di molti territori”.

“E’ necessario – sottolinea il presidente di Uncem – un tavolo Mise per decidere quante risorse investire nelle valli per abbattere il divario digitale e dunque installare nuovi ripetitori tv e telefonici”.

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