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Chili, Parisi: “Pronti a sbarcare in altri 4 paesi europei”

Il presidente e fondatore della piattaforma online: “In Italia abbiamo 350mila clienti, e ora ci rivolgiamo ai paesi più attrezzati per le nostre offerte”. La smart tv “volano per la diffusione della banda larga”

30 Ott 2014

Antonello Salerno

“La fotografia del rapporto non dà l’effettiva magnitudine della meccanica di questi mercati. Negli Usa la presenza degli over the top sta cambiando in modo potente tuta la filiera del mercato televisivo. Netflix per ammissione dei suoi manager considera le major come un gerontocomio, e ha l’obiettivo di rispondere nel modo migliore alla domanda che viene dai clienti”.

Lo ha detto Stefano Parisi, fondatore e presidente di Chili Tv, intervenendo questa mattina alla presentazione del XII rapporto ItMediaConsulting sullo stato del mercato televisivo in Europa. “Netflix – ha continuato – investe tre miliardi l’anno in contenuti. Entrando in Francia produrrà contenuti francesi, e il mercato cresce in maniera violenta in questi segmenti, anche nei paesi europei: a dimostrarlo c’è il fatto che in un mese Netflix ha fatto in Francia 140mila abbonati, con i paesi del Nord Europa che testimoniano per questi servizi una penetrazione più elevata di quella che si registra negli Stati Uniti”.

Così il Presidente di Chili Tv annuncia che il servizio sbarcherà presto in altri quattro Paesi europei oltre all’Italia: Gran Bretagna, Germania, Austria e Polonia. “Per trovare trend di crescita – afferma – abbiamo deciso di andare anche all’estero, nonostante in Italia siamo riusciti a raggiungere la soglia dei 350mila clienti”.

Poi Parisi si è soffermato ad analizzare le nuove caratteristiche e le prospettive del mercato televisivo: “La differenza tra la Tv degli Ott e quella lineare dei broadcaster tradizionali è fondamentalmente di due tipi: la conoscenza approfondita della customer base, la profilazione del cliente, e la qualità dei contenuti. Elementi che si trasformano in

Valore anche per l’advertising. La gente vuole consumare storie, e richiede belle storie, per questo il contenuto è fondamentale. A mio avviso il criterio della nazionalità in questo quadro tiene poco in confronto alla qualità”.

E infine Parisi ha affrontato la “questione generazionale”, intesa come uno degli elementi più dirompenti di cambiamento rispetto alle dinamiche della tv “tradizionale”: “se considerassimo il mercato per fasce di età ci accorgeremmo che c’è un paese che non vede più la Tv, che non ha problemi a guardare contenuti pirata in inglese, bypassando quindi il problema del doppiaggio. È un mondo che sta crescendo – ha sottolineato Parisi – che oggi è una piccola parte del mercato ma che crescerà”.

“Non si può pensare che si tutela l’industria esistente soltanto con la regolazione – ha concluso il presidente di Chili – Segmentare i mercati come è stato fatto finora non ha più senso. Si può fare un salto di qualità se si adotta un approccio di apertura dei mercati alla concorrenza. E infine, a mio parere, la Tv può avere un ruolo chiave per la crescita dell’adozione della banda larga nel Paese. Il 50% delle famiglie italiane non ha un Pc e non ha una connessione – ha concluso – La chiave è nella Tv connessa. Le aziende di tlc dovrebbero spingere su questo per conquistare un mercato dove non riescono a penetrare”.

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