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Cloud alla guerra dei prezzi: Google & co. all’attacco di Hp e Ibm

Le offerte si diversificano sempre più e la concorrenza si fa serrata: Hp ha appena messo sul piatto un miliardo di dollari per una nuova linea di soluzioni e Ibm ha iniettato 1,2 miliardi nella divisione cloud. Intanto Google, Amazon e Microsoft tagliano le tariffe per conquistare più utenti

19 Mag 2014

Patrizia Licata

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Il cloud computing ha già creato un mercato in cui la concorrenza sui prezzi è serrata, le offerte si diversificano e gli investimenti si moltiplicano. A inizio mese Hewlett-Packard ha annunciato un investimento da 1 miliardo di dollari in nuovi prodotti Internet basati su cloud, tra cui un software open-source chiamato OpenStack, mentre a gennaio Ibm ha reso noto che sosterrà con 1,2 miliardi la sua divisione cloud.

Anche la guerra dei prezzi ha visto un susseguirsi di annunci tra i maggiori provider di cloud pubblico: Google ha indicato a fine marzo che ridurrà i prezzi dei suoi servizi cloud del 30-85%, a seconda dei casi; Amazon ha a sua volta fatto sapere che taglierà del 35-65% il costo dei suoi Amazon Web Services; a pochi giorni di distanza Microsoft ha annunciato un equivalente sconto sui prezzi del suo cloud, Azure.

L’intensa concorrenza dipende anche dall’incremento della domanda di servizi cloud: secondo Idc, la spesa in servizi e tecnologie cloud crescerà quest’anno del 25% per raggiungere un valore superiore a 100 miliardi di dollari.

“Per i colossi del cloud diventa una corsa a chi ha più clienti, moltiplicando la fornitura del servizio su scala mondiale”, nota oggi sul Washington Post Peter Wahlstrom, analista di Morningstar. Queste aziende cercano di far leva sul desiderio dei clienti del cloud di abbattere i costi, ma anche di differenziarsi fornendo più servizi, compresa la consulenza, aggiunge Wahlstrom.

Se non possono competere riducendo i prezzi e conquistando fette sempre più corpose di mercato, i fornitori del cloud puntano sulle nicchie, proponendo software specifici per alcuni settori industriali. Hp, per esempio, si è concentrata non sul cloud pubblico ma su quello privato e cerca oggi di convincere le aziende clienti a usare i suoi prodotti per crearsi i propri servizi di private cloud anziché rivolgersi a cloud pubblici di concorrenti come Google, Amazon e Microsoft. Hp ha di recente riunito sotto il nome di Helion tutta la sua offerta cloud, che comprende i prodotti basati su OpenStack e anche un ricco portafoglio di servizi di consulenza per aiutare i clienti a implementare e gestire il cloud. Per Hp il costo è solo una parte dell’equazione, dice il colosso americano: i suoi clienti chiedono anche sicurezza, affidabilità e sistemi aperti per contesti ibridi che permettono alle aziende di creare il cloud giusto per le loro esigenze di business.

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