Deutsche Telekom starebbe valutando una fusione completa con T-Mobile, che potrebbe dare vita alla più grande operazione di merger mai realizzata. Il condizionale è d’obbligo visto che si tratta di un’indiscrezione di Bloomberg, che cita non meglio precisate fonti vicine alla vicenda.
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Il consolidamento delle Tlc europee
Se confermata, ci troveremmo di fronte a una mossa coerente con lo scenario in cui stanno agendo le telecomunicazioni europee, che puntano a promuovere un graduale processo di consolidamento del mercato. Lo dimostra da una parte la proposta di acquisizione di Sfr da parte di Bouygues Telecom, Orange e Iliad, che stanno negoziando con Altice France un’operazione del valore di 20 miliardi di euro. Dall’altra, l’Opas lanciata da Poste Italiane su Tim per creare un colosso integrato dei servizi digitali.
Sono tutte operazioni in linea con la nuova strategia di Bruxelles: non più tardi della scorsa settimana, la vicepresidente esecutiva della Commissione europea, Teresa Ribera ha precisato che l’intenzione è quella di incoraggiare “fusioni pro-competitive che permettano alle aziende europee di crescere, accelerare l’innovazione e raggiungere dimensioni tali da essere attori rilevanti nei mercati globali”.
Le modifiche, che dovrebbero essere pubblicate nelle prossime settimane, rappresenteranno il cambiamento più radicale dagli anni 2000, quando le autorità garanti della concorrenza hanno posto l’impatto delle fusioni sui consumatori al centro delle loro decisioni.
Il piano di Deutsche Telekom
La mossa di Deutsche Telekom sarebbe perfettamente integrata in questa cornice: la società è in trattative per la creazione di una nuova holding che presenterebbe un’offerta pubblica di acquisto per le azioni di Deutsche Telekom e T-Mobile. Il gruppo tedesco è l’azionista di maggioranza di T-Mobile, con una quota di quasi il 53%, secondo i dati di Lseg. Le azioni di T-Mobile, con una capitalizzazione di mercato di circa 218,57 miliardi di dollari, sono aumentate di oltre l’1% in seguito alla notizia. Deutsche Telekom ha una capitalizzazione di mercato di circa 166,46 miliardi di dollari. A febbraio, la società aveva dichiarato di non avere intenzione di vendere azioni T-Mobile nel 2026. In base a questi dati, la potenziale fusione potrebbe creare il più grande operatore di telefonia mobile al mondo per capitalizzazione di mercato, superando China Mobile, valutata a 234,67 miliardi di dollari.
Secondo quanto riportato da Bloomberg, le discussioni sono in una fase preliminare e qualsiasi transazione richiederebbe il sostegno politico per poter procedere. D’altra parte, i dettagli del potenziale accordo potrebbero subire modifiche dopo le interlocuzioni con i governi: tra gli azionisti di Deutsche Telekom ci sono infatti lo Stato tedesco e la banca controllata dall’esecutivo KfW, entrambi con una quota del 14%.
I rapporti di forza tra i due operatori
Il gruppo tedesco di telecomunicazioni detiene a sua volta la maggioranza delle azioni dell’operatore di telefonia mobile statunitense da quando ha acquisito VoiceStream per 50,7 miliardi di dollari nel 2000, rinominandola T-Mobile Usa. La sua quota si è diluita dopo la fusione di T-Mobile con MetroPcs nel 2013 e poi con Sprint nel 2020.
A febbraio, Deutsche Telekom ha superato le aspettative di utile netto del quarto trimestre, ma ha fornito previsioni contrastanti per il 2026, mentre T-Mobile ha rivisto al rialzo le previsioni per i ricavi da servizi e il flusso di cassa libero rettificato per il 2027.
“La maggiore influenza di Deutsche Telekom su T-Mobile mira a rafforzare il suo asset più importante e a costruire il gruppo attorno a questo slancio”, ha dichiarato Paolo Pescatore, analista di Pp Foresight, parlando con Reuters.
L’analisi di Intermonte
“Esiste una solida logica a supporto di un simile accordo: con T-Mobile che rappresenta il 70% dell’Ebitda consolidato di Deutsche Telekom, il mantenimento di una quota di minoranza così significativa genera valore per le minoranze, un’allocazione del capitale subottimale e una complessità decisionale, inefficienze che una fusione completa eliminerebbe strutturalmente”, spiegano gli analisti della banca d’investimento Intermonte commentando la notizia.
“Su base pro forma, l’entità combinata avrebbe un valore di 420 miliardi di dollari (il principale operatore di telecomunicazioni al mondo, il 15° operatore globale nel settore Technology, Media, Telecom) e una scala sufficiente per attaccare segmenti adiacenti ad alta crescita (data center hyperscaler, cloud, AI, 6G, satellite) storicamente meno accessibili agli operatori di telecomunicazioni europei”. Intermonte sottolinea che diversi segnali indicano che Deutsche Telekom si sta già muovendo in questa direzione: “La nomina di Gopalan – un manager di Deutsche Telekom di lunga data – a nuovo ceo di T-Mobile, il progressivo consolidamento della partecipazione azionaria in T-Mobile e l’accumulo di una significativa liquidità nei bilanci di entrambe le società ( Deutsche Telekom 15 miliardi di euro, T-Mobile 20 miliardi di dollari). Tutto ciò avviene in un contesto in cui entrambi i titoli hanno perso il 20-30% dai massimi del 2025, penalizzati dai timori di un rallentamento nel settore wireless statunitense, dalla crescente pressione competitiva e dalla minaccia strutturale rappresentata dai satelliti (Starlink ha investito 21 miliardi di dollari nello spettro solo nel 2025)”.
In questo scenario, Intermonte non vede un riscontro diretto per Tim. “L’acquisizione del restante 33% di Tim Brasil avrebbe una solida giustificazione strategica, ma comporterebbe un esborso significativo (circa 3,6 miliardi di dollari). Nel contesto della potenziale fusione con Poste, che ha un focus puramente nazionale, l’asset brasiliano è più probabilmente destinato alla cessione che al rafforzamento”.





