Contratti di sviluppo, il governo mette sul piatto 157 milioni per le Tlc - CorCom

Contratti di sviluppo, il governo mette sul piatto 157 milioni per le Tlc

Contratti di sviluppo: 93 milioni destinati al progetto di Telecom Italia per la realizzazione di una rete in fibra nel Sud Italia. Per Vodafone 64 milioni che serviranno a potenziare la rete in Puglia e Calabria. Il premier Renzi: “Diamo un messaggio concreto di investimento sul Paese”

22 Lug 2014

F.Me.

Molto Ict nei 24 contratti di sviluppo firmati oggi a Palazzo Chigi, destinati per l’80% al Sud, e con i quali si mettono in campo 1,4 miliardi totali (700 pubblici dai fondi europei) che daranno lavoro a 25mila persone. Tra i 24 figura il progetto di Telecom Italia per la realizzazione di una rete in fibra ottica in Campania, Sicilia, Calabria e Puglia (93 milioni totali) e uno con Vodafone (circa 64 milioni) per il potenziamento della rete in Puglia e Calabria nonchè quello Stm (semiconduttori) per il potenziamento dell’impianto di Catania.

I contratti firmati oggi, che insieme agli altri 12 già stipulati portano la cifra complessiva a 1,438 miliardi tra investimenti e agevolazioni, sono quasi tutti (20) concentrati sull’industria, mentre tre riguardano il turismo e uno il commercio. Il più ricco (100 milioni di investimenti e 74 di agevolazioni) è quello che fa capo a Euralenergy e prevede la costruzione ed esercizio di un impianto di cogenerazione di energia elettrica e vapore, attraverso l’utilizzo di carbone d’importazione, da cedere prevalentemente ad Eurallumina e favorire così la riapertura dello stabilimento del Sulcis attraverso un abbattimento dei costi. Gli addetti coinvolti, tra salvaguardati e nuovi occupati, sono 357.

Nell’elenco figurano poi Whrilpool, che ha appena acquisito la Indesit e che è coinvolta per l’incremento della capacità produttiva dello stabilimento di lavatrici di Napoli, ma anche Mbda Italia, Prysmian, Seda Italy, Denso Manifacturing, due aziende del farmaceutico (Sanofi Aventis e Dompè) e diverse dell’agroalimentare: Ferrarelle, Molino e Pastificio De Cecco, Ponti, Giovanni Bosca Tosti, Siciliani, La Regina di San Marzano, gruppo Oleario Portaro, Kimbo e Benincasa.

Nel capitolo turismo e commercio figurano infine i progetti Diomira (riqualificazione delle strutture turistiche nel bacino compreso tra Napoli e i comuni vesuviani), Ro.ma Immobiliare (tre nuovi alberghi di cui due a Maratea e uno a San Nicola Arcella) e Item (ristrutturazione del complesso “La Perla Jonica” ad Acireale)

“Io faccio l’uomo immagine”, ha scherzato il premier Matteo Renzi nel corso della rapida e affollata cerimonia per la firma dei 24 contratti: nella sala di Palazzo Chigi c’erano infatti anche il sottosegretario Graziano Delrio, il ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi, l’Ad di Invitalia Domenico Arcuri e i rappresentanti delle aziende coinvolte. “Il governo – ha spiegato Renzi – prova a dare un messaggio concreto di investimento sul Paese”, perché “alla fine dei mille giorni l’Italia sarà nelle condizioni di guidare la politica industriale dell’Europa e non essere fanalino di coda”. Non solo: il premier ha sottolineato come il 44% dei programmi di investimento sia promosso da imprese controllate da gruppi esteri, evidentemente interessati a investire in Italia

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