IL LIBRO

Da Enel alla società della rete, il futuro (incerto) di Internet

Due libri affrontano gli assetti del web cui l’Italia sta andando incontro. Fra scalate all’ex incumbent Tlc, mix tecnologici e il diluvio di dati che sta cambiando gli scenari socioeconomici

30 Giu 2015

Maurizio Matteo Dècina, analista finanziario ed economico

In uno scenario confuso, costituito da una bolgia di interessi trasversali, dove il governo naviga in alto mare sul tema della banda larga, il Movimento cinque stelle ha rinnovato la sua proposta di istituzione di una commissione di inchiesta sul passato e sul futuro di Telecom Italia (di cui tra le altre cose sarei stato anche di recente invitato dal partito come tecnico esterno ed indipendente).

Nel frattempo per interpretare il presente è uscito un ottimo libro di Fiorina Capozzi sulla scalata di Bollorè, per gli amici “bollo”, come scrive la giornalista del Fatto Quotidiano dopo una ricchissima documentazione tale da far invidia anche agli 007. Il libro “Vincent Bollorè, nuovo re dei media europei” per la verità molto attento e godibilissimo, ricostruisce a modo di documentario la vita, gli interessi e gli intrecci delle attività economiche del “nuovo re dei media europei” alla conquista dell’Italia. Dal libro, di cui non voglio anticipare le conclusioni, emergono chiaramente obiettivi e possibili strategie che hanno nelle figure dell’attuale premier e dell’ex premier di Arcore alcuni tra i principali interlocutori. Era già successo con gli spagnoli, ora è il turno dei francesi…chi è il prossimo? E’ gradita la prenotazione presso la segreteria di palazzo Chigi.

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Per quanto riguarda invece i passati passaggi segnalo il mio nuovo libro “La banda larga, Opportunità e Pericoli dell’Italia digitale” edito da Castelvecchi e presentato il 25 Giugno nelle aule della Camera dal movimento cinque stelle con la partecipazione di ospiti quali Vito Gamberale, Elio Lannutti e Francesco Vatalaro che hanno ricordato la leggendaria Telecom degli anni 90, quella delle conquiste tecnologiche e transoceaniche. Il libro affronta anche la problematica attuale (società della rete, Enel, mix tecnologici…) ed un futuro incerto con l’agguato dei pericoli della rete (libertà vigilata, disoccupazione tecnologica, elettrosmog…). Sperando che la critica accolga positivamente anche questo mio secondo libro riprendo due citazioni rappresentative.

Il termine “paradosso” deriva dal greco antico “para” (contro) e “doxa” (opinione). Alla lettera la parola indicherebbe una opinione contrastante dai risvolti bizzarri, quale potrebbe essere il giudizio sulla privatizzazione di Telecom Italia. Un’azienda sana che scoppia di salute viene privatizzata a tempo di record. Ed ora, proprio sull’orlo del baratro, si presenta l’ipotesi di un ritorno dello Stato che andrebbe a rifinanziare i privati. Questo non è un paradosso?” () “Se nel futuro prossimo non ci saranno delle regole precise potremmo assistere ad una rapida e brutale degenerazione del web, anche per la quantità di informazioni e applicazioni inutili che inquinano in tutti i sensi la vita umana. Il concetto stesso di democrazia è messo in pericolo da tutti quegli operatori che agiscono indisturbati sotto la tutela di quei poteri che utilizzano la rete per scopi quali spionaggio, controllo delle informazioni o riciclaggio di denaro. Non bisogna infatti mai scordare che il web è stato inventato per scopi militari, ed in quanto tale dovrebbe essere sempre monitorato dagli Stati sovrani.”

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