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IL DISCORSO

Davos, l’appello di Kroes: “Per le telco è l’ora di cambiare biz model”

L’intervento del commissario alla Digital Agenda al Forum economico: abolizione del roaming e delle barriere al Tlc single market priorità per il 2014. E lancia una proposta: “C’è fame di security: l’Europa punti a costruire l’ambiente digitale più sicuro del mondo”

22 Gen 2014

Patrizia Licata

Severo intervento del vice presidente della Commissione europea Neelie Kroes al Forum economico mondiale di Davos: la responsabile dell’Agenda digitale europea bacchetta le telco per i loro modelli di business attaccati al passato che non favoriscono il progresso del mercato digitale europeo e ribadisce il suo impegno per la creazione dello European single market di cui l’abolizione delle tariffe di roaming resta il cardine.

Nella visione della Kroes la tecnologia è lo strumento che può attivamente aiutare l’Europa a uscire dalla crisi in cui ancora versa, con una crescita economica asfittica e alta disoccupazione giovanile. Unificare il continente e connettere le nazioni, anche digitalmente, è un potente mezzo per promuovere la ricchezza e dare stimoli all’economia e opportunità alle persone. L’Europa deve diventare sempre più una comunità non costretta da barriere geografiche o di altra natura e Internet ha il potere di rimuovere barriere e divisioni.

“Se vogliamo una leadership europea, se vogliamo un’Europa competitiva, un futuro luminoso per l’Europa, in ogni settore, allora abbiamo bisogno di un continente pronto per l’era digitale. Ecco perché sono decisa a puntare su un’Europa forte e digitale, con tre caratteristiche: connessa, aperta, sicura”, ha detto la Kroes.

Europa connessa vuol dire che ogni cittadino dovrà collegarsi alla Rete su banda ultra-larga a casa, al lavoro e ovunque. E il settore telecom dovrà investire e innovare senza confini e barriere, traendo il suo guadagno non dai vecchi sistemi con cui si “spremono soldi” dai consumatori ma con una nuova offerta di servizi digitali. E’ con queste revenues che si finanziano gli investimenti nelle nuove reti.

“Consideriamo il tema del roaming: è un bastone tra le ruote dello sviluppo digitale e del single market dell’Ue”, secondo la Kroes. “I legislatori europei hanno il potere di porre fine al roaming in Europa”.

Quando poi il commissario alla Digital Agenda parla di un Internet “aperto” per l’Europa si riferisce agli open data, una garanzia per la conoscenza che si raggiunge tramite Internet. E ha ricordato che le consultazioni sulla modernizzazione delle regole del copyright sono già in corso. Internet stesso dovrà essere “governato in un modo aperto e trasparente”, pena la perdita di credibilità del sistema. Ci sono paesi che stanno andando in direzione opposta: non sono esempi da seguire. “Dobbiamo mantenere la coesione di un singolo Internet, unificato e innovativo”, ha dichiarato il commissario.

Il mondo online deve anche essere sicuro: a questo proposito la Kroes ha ricordato il recente scandalo delle intercettazioni del Datagate che tuttavia vanno viste, secondo il commissario Ue, con realismo: “Non dobbiamo negare le opportunità del mondo digitale solo perché esiste lo spionaggio online. Nessuna legge potrà porre fine alla seconda attività più antica del mondo. Invece, dobbiamo imparare a proteggerci”. E a cogliere le opportunità per le aziende europee: le rivelazioni della Nsa, infatti, sono un danno di immagine, e potenzialmente economico, per le multinazionali americane ma aprono le porte a un’industria della sicurezza europea solida e credibile. “Immaginate se diventassimo noti come lo spazio online più sicuro del mondo”, ha osservato la Kroes. “Se i nostri cloud provider fossero i più fidati; se imponessimo obblighi legali per la gestione dei cyber-rischi; e così via”.

Adattarsi ai cambiamenti digitali non è facile, ma è essenziale e soprattutto inevitabile, ha continuto la Kroes. Uno dei temi di cui si discute a Davos è lo sviluppo sostenibile. “Questo vuol dire adattarsi all’ambiente in cui si vive”, ha detto la Kroes. “Le aziende devono farlo in molti modi, ma c’è un nuovo elemento di cambiamento oggi cui adattarsi: il mondo sta diventando digitale e le aziende devono adattarsi alla nuova realtà digitale per essere sostenibili”.

L’esempio portato sono le aziende telecom: “Troppo spesso”, ha affermato la Kroes, “i loro modelli di business si basano ancora su servizi e sistemi del passato, talora volti solo a spremere soldi dal cliente, e non sfruttano le opportunità digitali del futuro. Le telco hanno ambizioni limitate ai mercati nazionali, confinate nei singoli paesi; non riescono a raggiungere la dimensione del successo globale. Questo status quo non è sostenibile”. Secondo la Kroes, le telco dovrebbero abbracciare il futuro offrendo servizi innovativi, dinamici, su misura, capaci di servire le esigenze di ogni cittadino e ogni impresa, che hanno un valore reale percepito e per cui gli utenti sono disposti a pagare. “Frustrare i propri clienti e la necessità di connettività dell’economia non è sostenibile, quando invece le teco dovrebbero fornire l’infrastruttura essenziale e la banda larga pervasiva che ogni europeo vuole”, ha dichiarato il commissario europeo.

I leader europei hanno riconosciuto il ruolo crescente che il digitale svolge nell’economia dell’Ue e il 2014 potrebbe essere l’anno in cui l’Europarlamento e i ministri nazionali renderanno la visione tratteggiata dalla Kroes realtà, “creando”, ha concluso il vice-presidente della Commissione europea, “un continente connesso, adattandosi ai benefici della nuova open era, impedendo che vengano illecitamente bloccati i servizi online, abolendo per sempre il roaming e assicurando all’Europa l’infrastruttura di cui ha bisogno per essere un continente connesso e competitivo”.

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