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Dellai: “Credo nella Rete, cioè nel futuro”

Il presidente della Provincia di Trento svela gli obiettivi della strategia messa in campo dall’ente: “Internet una leva per il turismo e uno strumento per rendere la PA più trasparente”

23 Giu 2011

"La rete è una delle vie maestre verso il futuro". Ne è
convinto Lorenzo Dellai, presidente della
Provincia autonoma di Trento.
Presidente, il Trentino ha investito molto in questi anni
in innovazione. Può spiegarci le motivazioni di questa
scelta?

Negli ultimi anni abbiamo cercato di cambiare fisionomia al
Trentino, ponendo basi nuove che ci permettessero di guarda al
futuro con maggiori speranze e motivazione. Non a caso il Trentino
ha scelto di investire sul suo futuro puntando verso una direzione
precisa, ovvero quella dell’innovazione.
Ci può fare qualche esempio?
Da tempo stiamo realizzando la dorsale che permetterà nei prossimi
anni di arrivare in tutte le case, aziende e uffici con la fibra
ottica e garantire così connettività veloce e sicura. Sempre in
Trentino è già in funzione da due anni una delle più estese reti
wi-fi d’Europa e nei prossimi mesi, quindi a breve, domani, in
attesa dell’arrivo della fibra ottica, porteremo in città e in
tutte le valli periferiche l’Adsl a 20 megabit.
Internet avrà quindi un ruolo importante nel futuro del
Trentino?

Non lo diciamo noi, basta guardarsi attorno per capire che la rete
è una delle vie maestre verso il futuro. Non l’unica, ma
certamente tra le più importanti. Non dobbiamo dimenticare
l’istruzione e la formazione che servono a garantire la crescita
delle future generazioni.
Torniamo ad Internet. In Trentino si navigherà veloci: a
cosa servirà?

Internet è la connessione del territorio verso il mondo e quindi,
a mio avviso, un fattore di crescita. Faccio un esempio: il
Trentino vive anche di turismo. Alberghi e tour operator avranno la
possibilità di contare su una connettività veloce e sicura, che
significa prenotazioni online. Nel turismo più dell’80% delle
prenotazioni sono fatte in rete. Se alberghi, hotel e campeggi sono
competitivi online, a guadagnarci sono anche le migliaia di imprese
dell’indotto e quindi, in ultima istanza, l’intero
territorio.
Innovazione non è solo tecnologia. Come pensate di
attrarre nuovi cervelli?

Accanto all’infrastruttura abbiamo lavorato e lavoreremo sul
capitale umano. Siamo la Provincia/Regione italiana che più
investe in ricerca e innovazione, perché crediamo che senza
ricerca e senza innovazioni con ci possa essere sviluppo, crescita.
E non faccio riferimento solo alla crescita economica (seppur
importante) ma soprattutto a quella sociale e culturale. Abbiamo
dei centri di ricerca e dei poli innovativi che in Italia e in
Europa sono considerati modelli da imitare.
Cosa avete fatto per i giovani trentini?
In questi anni abbiamo investito sui giovani anche attraverso
iniziative istituzionali, quali ad esempio i piani giovani,
favorendo la crescita dal basso di progetti fortemente innovativi
che li vedessero pienamente protagonisti, non solo esecutori. Io
chiedo ai giovani trentini di coltivare la passione e l’interesse
verso l’innovazione e le novità positive. Le nuove generazioni
hanno l’obbligo e il dovere di riservare alla formazione e alla
propria crescita tempo ed energie. Ciò che è nuovo oggi, domani
sarà realtà e i giovani dovranno essere perfettamente inseriti
nel loro tempo. La cultura – classica o digitale che sia – va
alimentata e coltivata con passione e fatica. Per questo il
Trentino chiede loro di agire, perché solo così riusciremo a
costruire un futuro migliore.
I giovani hanno bisogno di sogni per farsi coinvolgere. Da
governatore del Trentino crede di aver toccato queste
corde?

Quando parlo alle persone e soprattutto ai giovani, non amo parlare
del passato ed elencare le molte cose che abbiamo fatto. Preferisco
parlare del Trentino che immagino, ovvero il Trentino digitale. Una
terra forte delle sue radici e tradizioni, di cui sono un fiero
difensore, che non ha paura delle nuove sfide e del cambiamento.
Grazie alle nuove tecnologie e ai nuovi paradigmi oggi è più
facile tessere relazioni e ottenere informazioni. Facebook,
Youtube, Vimeo, Twitter e le altre piattaforme sono lì a
dimostrarcelo. Ecco, io credo che noi amministratori e politici
siamo chiamati a mettere i giovani nelle condizioni di sfruttare al
meglio queste opportunità.
Come definirebbe l’autonomia trentina?
Tutto ciò che stiamo facendo e di cui abbiamo parlato finora. Ai
trentini ripeto sempre che l’autonomia si basa anche su due
concetti: la capacità di gestire e governare il proprio
territorio, con le proprie risorse, ma soprattutto la capacità di
aprirsi al mondo. Significa apertura e non chiusura.
La PA è spesso il fanalino di coda dell’innovazione.
Come pensate di cambiare anche questa realtà?

Io, in qualità di rappresentante della Provincia autonoma di
Trento, sono il primo responsabile della PA. Gradualmente ma
inesorabilmente stiamo innovando la PA perché crediamo che debba
essere a misura di cittadino. E in questo senso le nuove tecnologie
ci permettono e, ancor più ce lo permetteranno nei prossimi anni,
di avvicinarci ai cittadini. L’innovazione può e deve rendere la
pubblica amministrazione trasparente: un luogo dove ogni utente è
un cittadino di pari diritti a cui è reso possibile l’accesso a
qualsiasi informazione e ai servizi che la pubblica amministrazione
provinciale offre ai trentini.