L’OPERAZIONE

Deutsche Telekom cede le torri a Digital Bridge e Brookfield per 17,5 miliardi

Le due società di investimento nordamericane acquisiscono il 51% di Gd Towers, società attraverso la quale l’operatore tedesco controllava gli asset mobili. Ieri dalla gara si era ritirata Cellnex. Closing entro la fine del 2022

14 Lug 2022

Antonello Salerno

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Deutsche Telekom ha deciso di cedere il controllo delle proprie torri mobili a una cordata composta da due fondi di investimento nordamericani, lo statunitense Digital Bridge e il canadese Brookfield. Nello specifico, l’accordo prevede che l’operatore tedesco ceda il 51% di Gd Towers, la società attraverso cui gestisce le torri mobili, per un corrispettivo di 17,5 miliardi di euro, con il closing dell’operazione previsto per la fine del 2022.

GD Towers gestisce oltre 40 mila torri radio tra Germania e Austria, e ha generato un fatturato di circa 1,1 miliardi di euro nel 2021, con un utile operativo rettificato di circa 640 milioni di euro.

Deutsche Telekom conferma ancora una volta la sua agenda strategica – commenta Tim Hoettges, ceo di Deutsche Telekom – Cristallizziamo il valore del nostro asset torri, creando così valore per i nostri azionisti. Allo stesso tempo, l’accordo ci consente di continuare a migliorare la leadership indiscussa della rete di Deutsche Telekom in Germania e di beneficiare di un ulteriore aumento del valore del business delle torri attraverso il mantenimento di una quota del 49 per cento”.

Secondo quanto riportato dal “Frankfurter Allgemeine Zeitung”, Deutsche Telekom utilizzerà il flusso di cassa stimato di 10,7 miliardi di euro per ridurre il debito del gruppo e assicurarsi una partecipazione di maggioranza nella controllata T-Mobile US.

Che l’accordo sulla cessione delle infrastrutture fosse ormai dietro l’angolo era chiaro già da ieri, quanto Cellnex, uno delle principali tower company in Europa, aveva deciso di rendere pubblico il ritiro della propria offerta. Tra i pretendenti alle torri di Deutsche Telekom c’era anche il consorzio tutto statunitense composto da Kkr, Stonepeak e Global Infrastructures Partners (Gip), tutte con sede negli Usa.

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