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LA RIFORMA UE

Digital Single Market, subito il refarming dei 700 Mhz

Nelle politiche dello spettro la Commissione Ue spingerà per il coordinamento tra gli Stati per riportare l’Europa ai “giorni gloriosi” del Gsm e abilitare le nuove reti ed i servizi digitali

07 Mag 2015

Patrizia Licata

La Commissione europea ha svelato ieri il “pacchetto” di azioni che consentiranno di fare l’Europa unita digitale e i due commissari Günther H. Oettinger e Andrus Ansip hanno avuto modo, nell’illustrare la strategia, di soffermarsi anche sulle politiche per lo spettro. Obiettivo numero uno: coordinamento tra gli Stati-membro e refarming dei 700 Mhz per liberare spettro per i servizi di banda larga mobile.

E se convincere i vari Stati a seguire linee comuni può sembrare una sfida, sia Oettinger, Commissario per l’Economia e la società digitale, che Ansip, vicepresidente responsabile per il Mercato unico digitale, si sono detti fiduciosi di poter convincere i Paesi-membro a coordinare le politiche sullo spettro. “Lo spettro è parte essenziale del programma”, ha dichiarato Oettinger. “Sono certo che durante il nostro mandato otterremo il coordinamento dello spettro; prima accadrà meglio è”. “Non possiamo andare avanti senza una più solida cooperazione nello spettro e sono certo che gli Stati-membro lo capiscono”, ha aggiunto Ansip. La Commissione non vuole i proventi delle aste dello spettro dei Paesi Ue, ma permettere all’Europa di tornare ai “giorni gloriosi” del Gsm, ha chiarito Ansip.

Oettinger ha anche sottolineato l’importanza del coordinamento nello spettro per portare l’Europa nell’era del 5G, della Internet of Things e delle auto connesse. Un quadro regolatorio “armonizzato” ridurrà le barriere all’ingresso, favorirà la concorrenza e darà al settore elementi di prevedibilità come richiesto da chi vuole investire. La linea che la Commissione adotta sulla gestione dello spettro serve a “creare le giuste condizioni perché prosperino le reti e i servizi digitali” che sono il pilastro della strategia per il mercato unico.

La strategia presentata riflette nella sostanza le anticipazioni fatte recentemente dal vice direttore di DG Connect Roberto Viola e pubblicate da Policy Tracker. La Commissione ha infatti promesso di presentare proposte nel 2016 “per un’ambiziosa revisione del quadro regolatorio del settore telecom” che si focalizzerà su “un coerente approccio da mercato unico sulle politiche e la gestione dello spettro”. Sarà anche potenziato, probabilmente, il ruolo del Radio Spectrum Policy Group (Rspg) o del Body of European Regulators for Electronic Communications (Berec), ma non per togliere poteri agli Stati-membro; lo scopo è solo di migliorare il funzionamento dei gruppi intergovernativi.

Primo passo per la Commissione sarà la presentazione, a breve, di “proposte specifiche per il coordinamento della banda dei 700 MHz” che avranno a che fare, al momento, non con le condizioni di licensing ma solo con i tempi.

La Commissione da tempo sostiene l’urgenza del refarming della banda dei 700 MHz, ma la versione finale della strategia è stata riscritta in modo da indicare che tale refarming terrà conto delle “esigenze specifiche della distribuzione audiovisiva”. Tuttavia in una nota il “Wider Spectrum Group”, che rappresenta l’industria del broadcasting, ha dichiarato di aver bisogno di qualcosa di più. Già prima della presentazione della strategia, il gruppo si era lamentato in una lettera al presidente Jean-Claude Juncker che la Commissione non stava riconoscendo adeguatamente la “connessione tra l’assegnazione dello spettro e i posti di lavoro nell’industria locale creativa e della cultura, il pluralismo e la diversità dei media” e sottolineava che lo spettro è indispensabile per il “modello audiovisivo dell’Europa”. Il gruppo avrebbe preferito il mantenimento della proposta di Pascal Lamy che prevedeva sì il refarming dei 700 MHz ma conservava il resto della banda UHF per le trasmissioni terrestri fino almeno al 2030.

Per il resto, la strategia della Commissione sullo spettro ha incontrato commenti favorevoli: la European Competitive Telecommunications Association (Ecta) si è detta soddisfatta dall’accento posto sulla concorrenza nel settore telecom e la European Telecommunication Network Operators’ association (Etno) ha invitato la Commissione ad agire presto per rimuovere le barriere agli investimenti e provvedere al “rilascio coordinato” della banda dei 700 MHz per i servizi di banda larga mobile. Anche la Gsm Association ha commentato dicendo che l’Europa ha bisogno di rendere disponibile, presto e in modo coordinato, più spettro per il mobile broadband.

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