Digitel Italia, l'operatore tlc è a caccia di manager - CorCom

IN CONTROTENDENZA

Digitel Italia, l’operatore tlc è a caccia di manager

L’ad Degli Alessandri: “Siamo piccoli ma pronti per il salto di qualità. E continueremo a investire dove i ‘grandi’, per priorità e ritorni, non investono”

18 Dic 2013

Luciana Maci

In netta controtendenza rispetto alla crisi economica, Digitel Italia Spa è a caccia di manager. Nata nel 1999 dall’idea di un gruppo di ragazzi che all’epoca avevano 25-26 anni, in 10 anni l’operatore di telefonia fissa, mobile e connettività Internet attivo su tutto il territorio nazionale è diventato una realtà che fattura 10/12 milioni di euro e che ha dato vita a tanti spin-off. E ora che ha deciso di rafforzarsi, spiega l’amministratore delegato Alberto Degli Alessandri (nella foto), è alla ricerca di nuove figure manageriali.

Perché volete assumere in un periodo così difficile?

Finora abbiamo investito nel business con il nostro entusiasmo di giovani imprenditori. Oggi ci troviamo in un processo che ci ha portato verso certificazioni, implementazione di processi, financial planning ecc. ecc.: tutti passaggi che ci portano a strutturarci. Siamo in una fase di trasformazione aziendale: abbiamo verificato il nostro business model, ora stiamo facendo un salto qualitativo e abbiamo bisogno di professionalità in azienda che ci possano aiutare in questo percorso. Stiamo quindi investendo nel middle management: ci servono un direttore finanziario, due programmatori senior, un direttore commerciale per l’area wholesale e un direttore commerciale per l’area diretta, dove abbiamo costruito la nostra rete e vendiamo direttamente oltre a due tecnici per il customer care wholesale. Devono essere rigorosamente residenti a Firenze o nell’hinterland, in modo che possano portare quell’esperienza imprenditoriale di cui abbiamo bisogno. E devono provenire dal settore dei servizi IT. Vorrei sottolineare che assumiamo a tempo indeterminato, ovviamente con periodo di prova, nel rispetto della dignità delle persone. Finora, con 17 dipendenti, abbiamo lavorato moltissimo per il prodotto, oggi dobbiamo lavorare per costruire il sistema azienda.

Come nasce Digitel Italia?

Come un piccolo operatore che fa servizi di tlc a 360 gradi: una sorta di mini-Fastweb che non fa né pubblicità ma si muove con gli agenti. Amiamo definirci un Facility Base Carrier, cioè un operatore il cui 90% di fatturato viene da piccoli operatori di tlc per cui realizziamo servizi o strutture in fibra o in unbundling sul territorio. Realizziamo tipicamente infrastrutture per terzi operatori (spesso ben più grandi di noi) che poi le rivendono direttamente. Oggi abbiamo circa 140 operatori wholesale che vendono servizi utilizzando la nostra rete o soluzioni ingegnerizzate della nostra rete. Il nostro target sono gli operatori cittadini, ovvero chi realizza soluzioni di unbundling o di fibra nel proprio territorio. E spesso siamo noi che facciamo ‘formazione’ a sindaci e consiglieri comunali su quanto vale, e come utilizzare, la fibra ottica.

Quali difficoltà avete incontrato in questo percorso di ‘formazione’?

In Italia c’è fibra ovunque, il problema è accedere un catasto delle telecomunicazioni. Le infrastrutture costruite sono state pagate anni fa dalle amministrazioni comunali e se ne sono occupati decine di assessori diversi nel corso degli anni. Oggi come oggi il sindaco o chi per lui non sa né dove sono, né quanto valgono, né come sfruttarle. Quello che cerchiamo di fare è portare informazione e consapevolezza affinché queste risorse possano essere sfruttate. Riusciamo anche a portare servizi a banda larga nei comuni tipicamente non serviti: ne è un esempio Moiano di Vico Equense dove non c’era l’Adsl e grazie a noi gli oltre 800 abitanti ne usufruiscono da 3 anni grazie alla partnership con l’operatore locale Argosid. I nostri costi ci permettono quindi di investire dove i grandi – per priorità e ritorni – non riescono.

Quali progetti caratterizzeranno il vostro 2014?

Continueremo con il progetto “Ull per i piccoli”, che secondo noi è rivoluzionario, perché permette a un soggetto locale di operare sul territorio come se fosse un operatore a 360 gradi. In pratica consiste nel realizzare, entro un periodo di tempo di 90 giorni, un’infrastruttura in rame e fibra ottica indipendente da quella del gestore primario nel territorio di proprio interesse. Una volta accesa la rete, si possono erogare tutti i tipi di servizi nel mondo delle telecomunicazioni, sia per privati che per le aziende: dall’eliminare il canone telefonico al risparmio sul traffico, da una semplice ADSL2+ a una connessione a 10 o 50MB in CopperFiber fino alla propria Sim, pre e post-pagata. A tutt’oggi una quarantina di soggetti ha aderito al programma, puntiamo al raddoppio tra il 2014 e il 2015.

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