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Dimmi che app scarichi e ti dirò chi sei

A firma del professor Trevor Pinch della Cornell University la prima analisi sugli “apptypes”: sei i profili che “mappano” le preferenze degli utenti

04 Mar 2011

In un mondo dominato dalla comunicazione mobile, che a sua volta è
sempre più caratterizzata dalle applicazioni, sono proprio queste
a fare l’uomo – o la donna. Lo sostiene il professore Trevor
Pinch, che, studiando 5.200 utenti di smartphone e il loro utilizzo
delle app, ha individuato sei precisi "appi-tipi":
dall'entusiasta all'apprendista, tutto dipende da quali app
aggiungiamo al nostro telefonino, spiega il docente di Scienza e
tecnologia della Cornell University.

Lavorando come consulente per il colosso finlandese Nokia, Pinch ha
analizzato i dati emersi da un sondaggio condotto in 10 Paesi
diversi. Se siamo utenti di smartphone e abbiamo almeno intenzione
di fare il download di una app, fatalmente siamo deli
appi-tipi. Potremmo ricadere nella categoria degli
“app-centrici”, estremisti che utilizzano il telefonino come un
vero computer per fare tutto, dai giochi alla gestione dati, o
degli “app-entusiasti”, spinti a cercare costantemente e
scaricare tutte le app più recenti. Il tipo "argento
vivo" ama l’avventura e si orienta specificamente verso il
download delle app che riguardano sport, viaggi e amicizie.

Ci sono poi i “creativi”, che tendono a usare i social media
per condividere pensieri, foto e idee e selezionano un mix di
applicazioni che permettono loro di esprimersi il più pienamente
possibile. I “due-in-uno” scaricano app che sono al tempo
stesso divertenti e utili agli altri, mentre gli “apprendisti”
sono utenti che vorrebbero iniziare a scaricare e usare le app ma
non sanno bene da dove partire.

Gli appi-tipi dominanti variano da nazione a nazione e anche le app
preferite. Lo studio del prof. Pinch ha scoperto che i tedeschi,
pratici e puntuali, scaricano applicazioni che aggiungono la
sveglia e…la torcia al loro smartphone, mentre i brasiliani, un
po’ più festaioli, scaricano app musicali e di social
networking. I cinesi si tengono sulla cresta dell’onda scaricando
sempre le nuove app. I sud-africani sono compagnoni: preferiscono
le applicazioni di social networking. Gli indiani non sono a caso
in pieno boom economico: scelgono soprattutto le business app.

"I britannici sono i più svogliati”, continua Pinch (che è
inglese): un quarto degli interpellati ammette di non usare affatto
le app sul suo telefono. Ma forse lo scetticismo dei sudditi di Sua
Maestà verso le applicazioni mobili deriva dal fatto che gli
inglesi mantengono forti legami sociali reali con i loro familiari
e amici, per esempio incontrandosi al pub, spiega il professore, e
non hanno bisogno di applicazioni sul cellulare.

Questo studio è il primo che analizza non il numero di app per
utente, ma il modo in cui vengono effettivamente usate. Secondo
Pinch, gli utenti con tante applicazioni “si trasformano in tante
persone. Hanno nuove possibilità di fare le cose”. Per esempio,
il gruppo musicale in cui suona lo stesso professore, The Electric
Golem, usa un’app al posto del sintetizzatore. "I vantaggi
sono tanti: gli agricoltori potrebbero usare con profitto le app
per avere informazioni sul meteo e i prezzi di mercato delle loro
merci”. Infine, conclude Pinch, individuare gli appi-tipi può
aiutare gli sviluppatori a progettare app su misura per i gusti del
pubblico.

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