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STRATEGIE

E-payment, ora si va oltre l’alleanza telco-banche

Gli operatori in campo con i principali istituti di credito per offrire wallet sicuri e personalizzabili. Ma gli orizzonti si allargano anche alle aziende del Tpl, del couponing, dei buoni pasto: si punta sui servizi a valore aggiunto

18 Nov 2014

Alessandro Longo

Le telco mobili ci provano ad accelerare sui pagamenti via cellulare. Devono farlo, visto che sentono già alle porte l’arrivo di servizi alternativi, di banche e di Ott, che funzionano in modo indipendente dalle sim. È una fase magmatica, in cui tutto sembra possibile. A ottobre Telecom Italia ha presentato la propria prima carta prepagata associabile al servizio Tim Wallet, con cui pagare via Nfc. È una Visa, di Intesa San Paolo. Tim Wallet è già compatibile con carte di Intesa San Paolo, Bnl, Mediolanum. E l’operatore intende allargare il giro di alleanze da una parte con altre banche (a breve con UbiBanca), dall’altra “ci apprestiamo ad aggiungere prodotti diversi dalle carte di pagamento, come biglietti per mezzi pubblici e coupon”, annuncia Sergio Cozzolino, responsabile Marketing Sviluppo Servizi di Telecom Italia – la telco sta lavorando con aziende dei trasporti, del retail, società di controllo accessi e buoni pasto. La strategia quindi è rendere la sim un portafoglio con carte e documenti di diverso tipo. Lo stesso vale per gli altri operatori. Vodafone Wallet supporta già una prepagata a cui da novembre si aggiungeranno le carte Mediolanum. “Siamo i soli operatori a permettere di caricare e virtualizzare, sulle sim le carte fedeltà realizzate da alcune fra le più importanti aziende italiane e internazionali. Con Vodafone Wallet è possibile inoltre acquistare con il credito telefonico i biglietti per i mezzi pubblici di oltre 15 città italiane”, dice Vincenzo Scarlato, responsabile Innovation & New Products di Vodafone Italia.

Sempre a ottobre, Poste Mobile ha dato il via ufficiale al proprio servizio: adesso distribuisce solo sim Nfc e permette di associarle a 34 carte BancoPosta e alla prepagata virtuale ePostepay. “L’utente non è più costretto ad avere un conto Bancoposta per pagare via Nfc con noi”, spiega Vlad Mihalca, responsabile marketing vas distintivi di Poste Mobile. Poste Mobile nel breve periodo non allargherà il servizio ad altri istituti di credito, ma “presto renderemo disponibili altri tipi di servizi, per esempio nell’ambito dei trasporti e delle carte fedeltà”.
Gli altri due operatori sono un passo indietro, ma comunque restano in scia: per loro il debutto è atteso tra poco meno di un anno, a quanto riferiscono al nostro giornale. “Stiamo discutendo accordi con alcune delle più importanti banche italiane”, dice Edoardo Thermes, direttore di Wind Digital. Per Wind sono strategici anche i servizi per comprare i biglietti di trasporto urbano con il credito telefonico, già lanciati in 25 comuni. “A breve permetteremo di pagare anche il parcheggio in questo modo; in seguito, anche altri servizi di pubblica utilità”.

“La strategia di 3 Italia sul mobile payment è basata sulla convergenza dei pagamenti”, fanno sapere dall’operatore. “Ossia sull’integrazione dei servizi di pagamento oggi già disponibili- come l’acquisto dei contenuti digitali, dei biglietti per il trasporto urbano e l’e-commerce- con quelli di Nfc che pensiamo di lanciare a metà 2015”. “Il tutto finalizzato a fornire un’esperienza d’uso più semplice ed immediata possibile, cosa non così semplice in un contesto dove convergono realtà diverse come telco e banche”.

Ecco, le banche: la novità è che da semplici alleate degli operatori stanno per diventare anche concorrenti sui servizi di pagamenti mobili. A margine dell’evento di presentazione della nuova carta Tim, Intesa San Paolo ha spiegato di essere al lavoro anche su una soluzione dove i dati di pagamento sono ospitati in cloud, con un lancio previsto per metà 2015. L’operatore mobile viene quindi bypassato. Lo stesso avviene con le soluzioni degli Ott, al momento presenti solo negli Usa, come Google Wallet e- di recente- Apple Pay, dove i dati dell’utente sono rispettivamente su cloud e a bordo del cellulare.
Gli operatori mobili sono già pronti alla sfida con queste alternative. “Le diverse scelte tecnologiche sono tutte perseguibili e di sicuro conviveranno sul mercato. La soluzione basata su sim consente al cliente finale una user experience tradizionale, ovvero l’operatore può fornire al cliente la necessaria assistenza (blocco, disabilitazione dei servizi in caso di furto smarrimento) tramite il customer care e garantire maggiore integrazione dei servizi in modo sicuro”, dice Cozzolino.

“È possibile rispondere alla sfida degli Ott valorizzando il rapporto diretto che l’operatore ha con i clienti”, dice Thermes. “Il tutto anche attraverso partnership di valore con gli Ott, ad esempio permettendo ai clienti il pagamento attraverso credito telefonico di app e contenuti quali film, musica e giochi. Wind è al momento l’unico operatore che abbia una partnership di questo tipo su Android e sui Windows Phone”.

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