eBay: braccio di ferro con Icahn, respinti i consiglieri graditi all’attivista

Il colosso dell’e-commerce respinge formalmente i candidati proposti per sostituire due dei membri del cda. E intanto Icahn muove battaglia su più fronti: vuole anche lo spin-off di PayPal

10 Mar 2014

Prosegue il braccio di ferro tra il colosso americano dell’e-commerce eBay e il suo investitore di minoranza e attivista Carl Icahn: la Internet company, dopo aver mandato una nota prelimare ai suoi azionisti invitandoli a votare contro i due membri del cda candidati da Icahn, ha formalmente respinto i due consiglieri proposti dall’investitore e raccomandato invece la ri-elezione di quattro degli attuali membri del board: il presidente e Ceo John Donahoe; Fred Anderson, co-fondatore e managing director di Elevation Partners; Edward Barnholt, ex presidente e Ceo di Agilent Technologies; e Scott Cook, co-fondatore e presidente di Intuit, come riporta il Wall Street Journal.

eBay ha spiegato che entrambi i candidati scelti da Icahn (i suoi dipendenti Jonathan Christodoro e Daniel Ninivaggi) sono stati respinti dal comitato del cda che si occupa di vigilare sulla corporate governance (Corporate governance and nominating committee) perché ritenuti non qualificati, privi della necessaria esperienza e in più sono già impegnati in altri cda di aziende quotate. Non è ancora fissata la data del prossimo shareholder meeting di eBay, ma si terrà sicuramente nel corso della primavera.

Icahn, che possiede il 2,15% di eBay, ha più volte accusato la società di gestione non trasparente puntando il dito contro il chief executive Donahoe perché ignorerebbe i conflitti di interesse interni al cda dell’azienda: secondo Icahn i due consiglieri Marc Andreessen e Scott Cook sono coinvolti in attività che sono concorrenti dirette di eBay e per questo ha chiesto la loro sostituzione con i due membri a lui graditi. Icahn ha anche accusato il Ceo Donahoe di “incompetenza” per aver “prematuramente” venduto il servizio Skype, facendo perdere agli azionisti di eBay più di 4 miliardi di dollari, secondo l’azionista.

Icahn sta anche esercitando pressione sulla società da diverse settimane chiedendo lo spin-off della sua divisione PayPal, il noto servizio per i pagamenti online. L’idea dello spin-off di PayPal (acquisita nel 2002 per 1,5 miliardi di dollari) era stata ventilata dalla stessa eBay ma a gennaio l’azienda ha dichiarato di aver scartato questa opzione, perché si perderebbero le preziose sinergie tra PayPal e le attività di e-commerce di eBay se la prima diventasse una società indipendente.