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Edge continuum, nasce il primo sistema federato paneuropeo



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Al Mobile World Congress 2026 debutta il primo modello che unisce le infrastrutture di prossimità di Tim, Deutsche Telekom, Orange, Telefónica e Vodafone. Una regia unica per distribuire applicazioni a bassa latenza su reti diverse, con l’obiettivo di scalare servizi mission-critical e rafforzare la sovranità dei dati in chiave europea

Pubblicato il 23 feb 2026



EU’s satellite-based connectivity system

L’edge diventa protagonista al Mobile World Congress 2026 (Mwc), la principale fiera globale delle tecnologie mobili e digitali, grazie al debutto dell’European Edge Continuum, il primo modello federato che unisce le piattaforme di prossimità di Tim, Deutsche Telekom, Orange, Telefónica e Vodafone.

La dimostrazione dal vivo di Barcellona segna un passaggio di rilievo per l’infrastruttura digitale europea e offre una risposta concreta al problema della frammentazione che ha frenato lo sviluppo di servizi basati su latenza ultra-bassa, elaborazione locale e gestione sovrana dei dati. Il progetto nasce all’interno dell’iniziativa Ipcei-Cis, sostenuta dai fondi del Next Generation Eu, e punta a trasformare un insieme di risorse eterogenee in un continuum coordinato che permette di distribuire applicazioni su nodi appartenenti a reti diverse con un’unica logica di orchestrazione.

L’annuncio arriva in un contesto in cui imprese, sviluppatori e istituzioni chiedono modelli più agili per gestire workload che richiedono vicinanza agli utenti e agli apparati industriali. Le piattaforme cloud tradizionali non riescono a garantire la qualità di servizio necessaria nei casi d’uso più critici, mentre gli edge proprietari degli operatori, fino a oggi, hanno operato come silos. La federazione punta a superare questo limite e apre la strada a un’infrastruttura concepita per la mobilità, la continuità operativa e la conformità alle regole europee sulla gestione dei dati.

Un modello condiviso per sostenere la sovranità digitale

L’iniziativa offre un messaggio chiaro: l’Europa vuole rafforzare il controllo sui propri asset digitali e costruire un modello che integri rete, cloud ed edge in modo coerente. La federazione consente agli operatori di mantenere la governance delle rispettive piattaforme, ma introduce un livello di interoperabilità che abilita applicazioni distribuite senza replica dei sistemi. L’obiettivo consiste nel creare un ecosistema aperto, scalabile e competitivo con le architetture proposte dagli hyperscaler, pur mantenendo una chiara attenzione alla sovranità dei dati.

Il valore strategico viene sintetizzato da Andrea Calvi, responsabile Evoluzione Tecnologica di Tim: “Questa iniziativa dimostra che l’Europa può guidare l’innovazione attraverso soluzioni condivise, aperte e sicure. Tim è orgogliosa di contribuire alla creazione del primo Edge federato paneuropeo, che rappresenta una pietra miliare della futura trasformazione digitale della regione. Adesso ci muoviamo verso l’industrializzazione e l’espansione dell’ecosistema, creando un’infrastruttura che consente la sovranità digitale e la crescita economica”.

Il tema della sovranità digitale ritorna anche nelle scelte tecnologiche del progetto, progettato per rispondere alle normative europee e per fornire un controllo più diretto sui dati generati da applicazioni industriali e servizi pubblici digitali. La federazione diventa così un tassello di una strategia più ampia che punta a ridurre la dipendenza dalle piattaforme globali.

Dall’integrazione alla continuità del servizio

La capacità di distribuire applicazioni in modo automatico su nodi di operatori diversi rappresenta uno degli elementi più innovativi del continuum. L’orchestrazione dinamica del carico offre benefici significativi agli sviluppatori, che possono progettare servizi senza preoccuparsi delle differenze tra i singoli ambienti edge. Allo stesso tempo permette alle imprese di spostare i workload in base alle esigenze operative, riducendo i colli di bottiglia e assicurando prestazioni costanti anche in contesti mobili o multisede.

Claire Catherine Chauvin, Director Strategy Architecture & Standardisation di Orange, sottolinea il valore dell’interconnessione: “La nostra federazione European Edge dimostra che l’Europa sta concretamente sviluppando soluzioni digitali sovrane. L’interconnessione dei nostri ambienti Edge per creare un continuum senza soluzione di continuità consente di proporre un’infrastruttura digitale sicura, aperta e scalabile che soddisfa le aspettative dei clienti aziendali per prosperare in un’Europa connessa.”

Questo approccio permette di costruire servizi capaci di adattarsi ai movimenti degli utenti e di garantire performance elevate anche in scenari che richiedono un’elaborazione distribuita e tempi di risposta ridotti. Il risultato è un modello più robusto e pensato per applicazioni time-critical come robotica, logistica avanzata, guida assistita e piattaforme immersive.

Un punto di ingresso unico per sviluppatori e imprese

Il continuum federato introduce un vantaggio che potrebbe rivelarsi determinante: la possibilità di accedere a un’unica interfaccia per distribuire applicazioni su tutta la rete europea degli operatori coinvolti. La standardizzazione semplifica i flussi di sviluppo e riduce la necessità di integrazioni personalizzate, con un impatto diretto sul time-to-market e sulla sostenibilità degli investimenti.

Cayetano Carbajo, Core, Transport and Ecosystem Director di Telefónica, evidenzia il potenziale dell’infrastruttura: “L’European Edge Continuum segna un decisivo balzo in avanti per la sovranità digitale dell’Europa. Federando le nostre capacità Edge, stiamo creando un’infrastruttura aperta, scalabile e intelligente che potenzia gli sviluppatori e semplifica il modo in cui le imprese distribuiscono le applicazioni in tutto il continente. Questo primo cloud edge federato paneuropeo offre ai clienti un accesso senza soluzione di continuità, prestazioni migliorate e un punto di ingresso unificato, accelerando il time-to-market e sbloccando nuovo valore in tutto l’ecosistema digitale europeo”.

La promessa è quella di un ambiente capace di sostenere non solo la sperimentazione, ma anche la produzione di servizi mission-critical, con un livello di affidabilità e controllo coerente con le richieste del mercato europeo.

L’Europa costruisce un nuovo ecosistema digitale

La federazione assume un valore simbolico perché dimostra una volontà comune di collaborare su un terreno competitivo e strategico. La creazione del continuum suggerisce un modello in cui gli operatori mantengono autonomia ma convergono su standard e piattaforme condivise. Questa scelta consente di superare logiche verticali e rafforza la capacità dell’Europa di costruire un proprio percorso nell’evoluzione del cloud distribuito.

Christine Knackfuß-Nikolic, Chief Sovereign Officer di T-Systems, richiama l’attenzione sul ruolo politico dell’iniziativa: “Questa federazione dimostra che l’Europa non si limita a parlare di sovranità digitale. La stiamo costruendo. Unendo le nostre reti e le nostre competenze, stiamo creando un ecosistema digitale sicuro, aperto e accessibile made in Europe, per il futuro digitale dell’Europa.”

La visione trova un ulteriore punto di forza nelle parole di Marco Zangani, direttore della strategia e dell’architettura di rete di Vodafone: “Questa collaborazione offre all’Europa un unico punto di accesso a un’infrastruttura digitale federata di livello mondiale, preservando al contempo la libertà di scelta degli utenti. È in linea con il nostro obiettivo di migliorare la competitività, la resilienza e la sicurezza dell’Europa attraverso una connettività transfrontaliera e ubiquitaria.”

L’insieme di queste dichiarazioni delinea una strategia che considera l’edge non una semplice estensione della rete, ma un pilastro dell’autonomia digitale europea.

Verso l’industrializzazione del modello

Il passo successivo riguarda la trasformazione della dimostrazione presentata al Mwc in un’infrastruttura industriale pronta per il mercato. La roadmap dei cinque operatori punta all’apertura dell’ecosistema a nuovi attori e alla definizione di standard condivisi che possano supportare un’espansione su larga scala. L’iniziativa deve affrontare sfide complesse, tra cui la sostenibilità economica, la sicurezza delle interfacce e la definizione di modelli di business che coinvolgano partner tecnologici e imprese industriali.

La prospettiva è ambiziosa e richiede continuità nella collaborazione, ma la direzione è chiara: costruire un’infrastruttura europea di edge computing in grado di sostenere applicazioni avanzate e rispondere alle esigenze di un’economia digitale sempre più distribuita. Il continuum rappresenta un primo passo, ma segna già un cambiamento profondo nel modo in cui l’Europa immagina il futuro dei servizi digitali.

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