Ei-Towers-Rai Way, Mucchetti: "Serve la separazione delle reti" - CorCom

TORRI

Ei-Towers-Rai Way, Mucchetti: “Serve la separazione delle reti”

Il presidente della commissione industria del Senato: “Ruolo centrale di Agcom e Antitrust. In un settore così delicato l’unbundling da parte del monopolista, come avviene nel campo delle tlc, non darebbe garanzie sufficienti”

26 Feb 2015

A.S.

“Mi chiedo: il Biscione ha già in tasca il sì della Rai oppure arriverà una seconda offerta che prevederà il condominio, con tanto di patti parasociali, tra Rai e Mediaset?”. A porsi la domanda è Massimo Mucchetti (Pd), presidente della commissione Industria del Senato, intervistato dal Fatto Quotidiano sull’Opa lanciata da Ei Towers, controllata Mediaset, su Rai Way, la società da poco quotata in borsa che gestisce le infrastrutture di trasmissione della Tv di Stato. Già ieri sera in un comunicato il Governo aveva sancito la non percorribilità della cessione del controllo di Rai Way a terzi, chiamando in causa un decreto del presidente del Consiglio del 2 settembre che poneva come condizione per la quotazione in borsa della società il fatto che l’azienda non ne cedesse a terzi più del 49%.

Così l’analisi di Mucchetti si spinge al di là di un’offerta pubblica di acquisto che sembra ormai tramontata, con l’intenzione di capire se Mediaset voglia comunque spingere per la creazione di una società unica delle torri tra le due aziende, pur accontentandosi di una quota di minoranza.

“Quella di Ei Towers è un’Opa singolare – ragiona Mucchetti – chiede il 100 per cento di Rai Way, o almeno i due terzi per poter padroneggiare l’assemblea straordinaria, quando c’è un socio, la Rai, che possiede il 65 per cento. Ei Towers ha pure il braccino corto: offre un premio di non più del 20 per cento pagato in parte con carta anziché in contanti”.

E tra le altre cose il presidente della commissione Industria di Palazzo Madama chiama in Causa i consigli d’amministrazione di Rai e Rai Way: “Il cda di Rai Way – afferma – deve prendersi le sue responsabilità, deve dire se l’offerta sia congrua o meno e se sia arrivata a sua insaputa, quindi con un profilo ostile, o se la ritiene amichevole in quanto concordata in precedenza. Anche il cda Rai, in quanto azionista di Rai Way, deve dire la sua. Basta che dica di no e non se ne parla più”.

Nella partita un ruolo importante potrà essere giocato dalle Authority: “Antitrust e Agcom possono o imporre a Mediaset la separazione totale delle reti con fuoriuscita da Ei Towers ovvero accontentarsi dell’unbundling, come avviene nelle Tlc. Sfortunatamente in questo caso il monopolista della rete, se passasse l’Opa promossa da Mediaset, sarebbe anche uno dei principali operatori della tv nella raccolta pubblicitaria”.

“In un settore così connesso con l’informazione, e quindi con uno dei fondamenti della democrazia – conclude Mucchetti – l’unbundling da parte del monopolista della rete che al tempo stesso è uno dei principali operatori tv nel mercato pubblicitario, non darebbe sufficienti garanzie”.